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Stupro a Bari, storia di degrado e disagio

Stupro a Bari, storia di degrado e disagio
BARI - Marginalita', disagio sociale, clandestinità e periferia urbana: è lo scenario che fa da sfondo alla violenza sessuale subita l’altra notte a Bari da una donna italiana di 38 anni, senza fissa dimora e con problemi legati al consumo di droga, da parte di un cittadino marocchino, irregolare che vive con altri connazionali in una baraccopoli alla periferia della città.

20 Febbraio 2009

BARI - Marginalita', disagio sociale, clandestinità e periferia urbana: è lo scenario che fa da sfondo alla violenza sessuale subita l’altra notte a Bari da una donna italiana di 38 anni, senza fissa dimora e con problemi legati al consumo di droga, da parte di un cittadino marocchino, irregolare che vive con altri connazionali in una baraccopoli alla periferia della città. L’uomo è stato sottoposto a fermo dalla polizia che ha anche denunciato una cittadina romena, accusata di concorso nella violenza: secondo gli investigatori avrebbe adescato la donna alla stazione di Bari per poi portarla nella baracca dove è avvenuta la violenza.

La vicenda risale a due sere fa ed è cominciata nella stazione centrale dove convergono i senzatetto che cercano un posto per passare la notte. Qui la 38enne ha conosciuto l’altra donna, cittadina romena, che ha detto di chiamarsi Corinne. Insieme hanno bevuto alcolici e assunto droghe per ore. Poi, verso mezzanotte, Corinne l’ha invitata a raggiungere altri amici nelle baracche che si trovano alla periferia di Bari.


Dopo avere percorso diversi chilometri a piedi, le due donne hanno raggiunto la baraccopoli, un agglomerato di costruzioni fatiscenti, prive di elettricità e di servizi, abitate prevalentemente da immigrati marocchini. Hanno ancora bevuto e consumato droghe. Ad un certo punto, Corinne ha preso un coltello agitandolo in modo da spaventare la donna e inducendola ad accettare di trasferirsi in un’altra baracca con il suo amico marocchino. Qui, quando i due sono rimasti soli, si è consumata la violenza.


Secondo quanto accertato dalla squadra mobile, coordinata dal dirigente Luigi Liguori, per bloccare ogni resistenza, l’uomo avrebbe preso a schiaffi la vittima che, ormai in stato di alterazione psichica, non ha potuto opporsi alla violenza. Peraltro, quando poco prima aveva tentato di andare via, la romena le aveva preso le scarpe tagliandole con il coltello in modo che, visto il freddo, non potesse allontanarsi.


L'indomani mattina, la donna con una scusa è uscita dalle baracche ed è fuggita, ha raggiunto a piedi un’edicola in città dove ha chiesto aiuto e dove è stata soccorsa dalla polizia. Gli investigatori hanno subito interrogato le persone che abitano nella baraccopoli e nel giro di poche ore hanno trovato riscontri alle accuse della donna.


Il marocchino fermato, Abdelaziz Mabrouk, di 40 anni, nato a Casablanca, era arrivato clandestinamente in Italia sbarcando a Lampedusa nel 2006. Aveva chiesto il riconoscimento dello status di rifugiato che gli era stato negato con l’invito a rientrare in patria. Da allora aveva fatto perdere le proprie tracce.


Nelle baracche gli agenti della squadra mobile hanno trovato riscontri alle accuse e anche testimoni che hanno aiutato a ricostruire l’accaduto. Nel corso dei controlli sono stati anche individuato altri due immigrati marocchini irregolari, uno dei quali è stato arrestato e portato nel centro di identificazione ed espulsione perchè inottemperante all’obbligo di lasciare il territorio nazionale.

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