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In Puglia e Basilicata

LA NOSTRA BATTAGLIA/Salvatore ora ha una casa nella sua Neviano

LA NOSTRA BATTAGLIA/Salvatore ora ha una casa nella sua Neviano
di ROBERTO FONTE
Per la disperazione si voleva vendere un rene a Torino, ora Salvatore è nuovamente cittadino di Neviano. Il sindaco ha ringraziato la Gazzetta per essersi interessata al caso e l’assessore regionale alla Solidarietà sociale, Elena Gentile, che ha permesso lo stanziamento dei fondi per farlo rientrare
• Il sindaco soddisfatto: «Ma non sarà possibile farlo per tutti»
Non si può sempre chiudere gli occhi (di Rita Schena)

20 Febbraio 2009

Salvatore a Nevianodi ROBERTO FONTE

NEVIANO - La disperazione ha lasciato posto alla fiducia. La volontà di vendere un rene, pur di ritornare a casa, si è sostituita alla certezza che nella vita non c’è bisogno di gesti estremi per ricominciare a sperare. Lo sa bene Salvatore Marzo, il 57enne emigrato a Torino che, ormai disperato, aveva attaccato manifestini davanti l’ospedale Le Molinette di Torino, in cui, lasciando tanto di numero di telefono, aveva scritto di essere disposto a vendere un rene e il suo midollo osseo pur di trovare i soldi e tornare nel suo paese natìo per metter su casa. Grazie all’intervento della Gazzetta, e delle istituzioni locali, ieri mattina, in municipio, quel sogno è diventato realtà. Salvatore era trepidante. Nella stanza del primo cittadino non riusciva a stare seduto: aveva timore che quella casa, il sogno di una vita che il sindaco del paese, Giorgio Cuppone, gli aveva realizzato, potesse svanire da un momento all’altro. La consegna ufficiale delle chiavi si è tenuta nella sala consiliare, assieme a don Giuseppe De Simone, parroco della chiesa di San Michele Arcangelo, il capo della Polizia municipale, il tenente Massimo Bianco, l’assessore ai Servizi sociali, Rita Sansone, e Salvatore Costantini, governatore della Misericordia. 
Salvatore a Neviano
Salvatore, da ieri, è nuovamente cittadino di Neviano, dopo che la vita l’aveva portato al nord. In Piemonte ha vissuto per vent'anni, «facendo lavori pesanti» dice lui, che appena troverà le forze ritornerà a darsi da fare. Il sindaco ha ringraziato la Gazzetta per essersi interessata al caso. Ma ha ringraziato anche l’assessore regionale alla Solidarietà sociale, Elena Gentile, che prima ha fatto «visita» a Salvatore, andando a trovarlo a Torino, e poi ha intercettato quel contributo previsto da una legge regionale (la 23 del 2000), col quale è stato possibile pagargli casa. Salvatore non si aspettava un interessamento così consistente, e quando ieri, per la prima volta, ha visto l’appartamento, aveva le lacrime agli occhi. 

L’abitazione, che si trova in via Montegrappa, al civico 11, per lui è un piccolo gioiello. Gli operai hanno quasi finito i lavori di tinteggiatura e stanno sistemando gli arredi. L’ingresso è stato emozionante. Dopo il sindaco e l’assessore Sansone, Salvatore ha varcato la soglia ed è rimasto senza parole: quattro stanze, con tanto di camera da letto arredata con mobili d’epoca, il soggiorno e la cucina. E visto che gli mancano persino i soldi per mangiare, sindaco e assessore gli faranno trovare il frigorigero pieno di viveri. Gli sarà pure installata una stufa a gas, con la quale potrà riscaldarsi. «Una volta tanto - sottolinea - il Mezzogiorno è l’occasione per ricominciare».

• Il sindaco soddisfatto: «Ma non sarà possibile farlo per tutti»
• IL COMMENTO: Non si può sempre chiudere gli occhi
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