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In Puglia e Basilicata

Netturbini salentini in piazza per stipendi

Netturbini salentini in piazza per stipendi
Oggi cinquecento operatori ecologici incrociano le braccia e altrettanti si fermeranno nelle imprese collegate. A rischio la raccolta differenziata nei comuni salentini
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20 Febbraio 2009

lecce, proteste netturbini Si fermano per una giornata i lavoratori salentini dell’igiene ambientale. Cinquecento addetti del settore più altrettanti operatori dell’indotto incrociano oggi le braccia in segno di protesta per le difficoltà e i ritardi nei pagamenti degli stipendi da parte delle imprese. Questa mattina, i rappresentanti sindacali di Cgil funzione pubblica, Fit Cisl, Uil trasporti e Fiadel saranno in piazza al fianco dei lavoratori per una manifestazione pubblica. Un’iniziativa che è il campanello d’allarme di una situazione di difficoltà economica che va oltre le aziende, coinvolgendo più a monte i comuni sempre più a corto di risorse. Alle 10 i lavoratori si rit rove ranno sotto la Prefettura per un sit-in di sensibilizzazione. 

Ci saranno anche gli operatori addetti ai depuratori e alle discariche. La questione, come detto, riguarda la generale difficoltà delle imprese a retribuire con regolarità i dipendenti. E questo dipende dal fatto che circa l’80 per cento dei comuni del Salento, in misura più o meno significativa, risulta a sua volta insolvente o in ritardo rispetto al pagamento dei canoni alle imprese. Bilanci in rosso e risorse spostate da un capitolo di spesa ad un altro a seconda delle esigenze, per tamponare i deficit o gli impegni del mom ento. 

«L’insolvenza dei comuni - dice Roberto Greco, di Fiadel - è una situazione critica che perdura da tempo, mettendo in seria difficoltà le imprese. La situazione si riverbera anche sulla qualità dei servizi e sulla sicurezza dei lavorat ori, senza contare i disagi per le famiglie. Abbiamo svolto un incontro in Prefettura, per chiedere l’in - vio di un commissario ad acta in quei comuni dove la situazione debitoria nei confronti delle aziende è più grave. Ma al momento - riferisce - ci è stato detto che non sussistono le condizioni per un commissariamento». 
raccolta rifiuti
E’ preoccupato anche Franco Mirarco segretario provinciale della Fit-Cisl. «In Prefettura - fa sapere - ci hanno assicurato che verranno convocati i sindaci dei comuni inadempienti, in arretrato con i pagamenti alle aziende. C’è un deficit di risorse pauroso e molti lavoratori non percepiscono la tredicesima e quattordicesima mensilità, addirittura anche i mesi di dicembre e gennaio. Il disagio è diffuso - aggiunge - ci sono comuni in debito con i gestori delle discariche e dei depuratori, come Minervino, San Cassiano, Nociglia, Giurdignano, Cursi, Castro. In ritardo sui pagamenti alle imprese di igiene ambientale sono pure comuni come Nardò, Martano, Sannicola e Trepuzzi, mentre situazioni debitorie ancora più pesanti si registrano a Taviano, Racale e Melissano. Si pensi - aggiunge - che la ditta Gial Plast deve ancora avere da questi tre comuni messi insieme la bella cifra di 2,5 milioni di euro». 

I sindacati temono che la situazione debitoria dei comuni sia destinata ad aggravarsi e così quella delle imprese. Un’altra emergenza dietro l’angolo? «Occorre evitarlo - dicono in coro i sindacati - perché le conseguenze sarebbero disastrose. Ed è questa la ragione per cui scendiamo in piazza».

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