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In Puglia e Basilicata

Brindisi, gas killer: un morto, tre gravi

Brindisi, gas killer: un morto, tre gravi
di ANTONIO NEGRO 
Una intera famiglia è stata avvelenata da una fuga di gas, forse per un difetto della canna fumaria: Un uomo è morto e tre suoi familiari sono in gravi condizioni. la tragedia al quartiere sant'Elia. La scoperta di un cognato, altrimenti il bilancio poteva essere molto più grave

20 Febbraio 2009

di ANTONIO NEGRO 

BRINDISI - Il gelo ha ucciso. Una tragedia familiare si è consumata ieri sera al sesto piano del civico 29 di via Benvenuto Cellini, al rione Sant’Elia, dove un uomo è morto ed il resto della sua famiglia è in gravi condizioni, probabilmente a causa delle esalazioni di gas prodotte per un difetto alla caldaia di cui l’appar - tamento è dotato. La vittima è Valerio Plumitallo, 65enne brindisino, morto presumibilmente per avvelenamento. Il figlio Davide invece, di 32 anni, è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale «Perrino» di Brindisi, anche lui con sintomi da avvelenamento. La prognosi è riservata. Meno drammatica la situazione della moglie della vittima, Filomena Br andi, e della figlia, la 28enne Barbara Plumitallo, con prognosi comprese tra i 7 ed i quindici giorni salvo complicazioni. L’allarme è scattato nella serata di ieri, quando il cognato di Valerio Plumitallo si è impensierito a causa della impossibilità di mettersi in contatto con quei suoi parenti: provava a telefonare loro ripetutamente, senza riuscire ad avere alcuna risposta. Eppure sapeva che dovevano essere in casa. Ad un certo punto, preoccupato, l’uomo si è recato sul posto ed ha provato a bussare insistentemente alla porta di ingresso di casa Plumitallo. Anche in quel frangente nessuno rispondeva. Quindi ha chiamato i vicini e solo dopo l’ennesimo tentativo quella maledetta porta è stata aperta a fatica dalla ragazza, Barbara Plumitallo, la quale boccheggiante e cerulea in volto ha perso i sensi un istante dopo. 

Solo allora si è scoperto il dramma consumatosi in quella casa, che era ancora parzialmente in atto: immeddiatamente sono state chiamante le ambulanze del «118» ed i Vigili del fuoco, ma per il capo famiglia non c’è stato niente da fare. Quando Valerio Plumitallo è giunto in pronto soccorso i medici non hanno potuto che constatarne il decesso. «Codice rosso», invece, per il figlio di 32 anni, Davide, che è stato subito smistato nel reparto di Rianimazione per essere sottoposto alle cure del caso. Le sue condizioni sono gravissime e per tutta la notte i medici hanno tentato di strapparlo alla morte. Decisamente meno disperata la situazione di madre e figlia, che non sono in pericolo di vita. 

Sul luogo della sciagura, oltre ai Vigili del fuoco, sono intervenuti gli agenti della sezione Volanti della Questura di Brindisi, diretti dal dott. Gianluigi Lenti, ed anche alcuni agenti della Mobile, diretti dal dott. Francesco Barnaba. Si indaga sulle cause dell’av - velenamento che - sebbene in un primo momento non si sia esclusa l’ipotesi alimentare - pare possa esser stato causato da un problema alla caldaia che alimenta l’impianto di riscaldamento dell’appartamento. Un bruciatore interno all’alloggio, che col gelo di queste ore stava funzionando a pieno regime. Forse per dei vortici creati dal vento in prossimità del punto in cui la canna fumaria accede all’esterno, o per un cattivo funzionamento dello sfiato, le esalazioni prodotte dalla combustione sono finite in casa uccidendo.
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