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In Puglia e Basilicata

Conversano, allarme sicurezza una donna aggredita in campagna

di ANTONIO GALIZIA 
In due hanno atteso la vittima sbarrandole con un’auto l’ingresso alla sua abitazione. Chi ha scelto di vivere in campagna si sente abbandonato ed esposto ad incursioni di bande di ladri 
• Bari: donna denuncia stupro, fermato marocchino

20 Febbraio 2009

di ANTONIO GALIZIA 

CONVERSANO - E' dura la vita in campagna. Risiedere nelle periferie e nelle contrade di Conversano è diventato sempre più pericoloso. I residenti si sentono abbandonati ed esposti alle incursioni di bande di ladri che, da qualche tempo, hanno preso di mira ville e masserie, seminando terrore. L’ultimo episodio è dell’altra mattina. E’ accaduto, alle 10, dalle parti del lago di Agnano. ù
La vittima è T.E. , signora barese di 59 anni, nota in città perchè dirigente di una nota associazione animalista. Da 12 aveva scelto di trasferirsi a Conversano «proprio perché - afferma - la consideravo una città tranquilla». La signora vive con la sua anziana madre in una delle masserie dell’agro. 

Ecco il racconto di una mattina d’inferno: «Sono circa le dieci, me ne sto tornando a casa quando sul viale spunta un anziano signore che a bordo di un motorino, con una cassetta di legno sul portapacchi, zigzaga da un lato all’altro senza farmi passare. Penso subito ad un vecchio contadino colto da un malore. Infatti, dopo qualche metro, l’uomo cade al suolo. Mi fermo per prestargli soccorso, ma questi si rialza e si scaglia contro di me. Mi accusa di averlo investito, ma io non l’ho nemmeno sfiorato. Il vecchietto pretende da me l’acquisto di un motorino nuovo. Ne conosco tanta di gente come lei, gli dico, e tiro avanti».

Il peggio deve ancora accadere. «Dopo una mezz'ora - continua - torno a casa e trovo l’ingresso bloccato da un’auto. Dentro ci sono due persone. Uno è l’anziano, che rimane in macchina. L’altro è un uomo sui cinquanta che con fare minaccioso dice di non volersi spostare se prima non gli avessi assicurato che avrei comprato il motorino nuovo. Alla mia risposta negativa e alla minaccia di chiamare i carabinieri, l’uomo si avventa su di me e mi picchia. Riesco tuttavia ad afferrare il telefonino e a digitare il 112. Il mio aggressore se ne accorge. Mi fa volare il cellulare. Io riesco a recuperarlo e a parlare con i carabinieri. I due temono il peggio, mi lasciano e se ne scappano». 

Impaurita e sanguinante, a bordo della sua Fiat «Punto» la donna corre in via Benedetto Croce, alla stazione carabinieri. Ai militari racconta tutto. Il referto dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale «Florenzo Jaia» parla di trauma contusivo alla rachide cervicale, al polso e alla mano destra. Una risonanza magnetica rivelerà se i traumi hanno interessato anche la parte trapiantata del collo. «Sono sconvolta - afferma la malcapitata - quell'uomo mi ha colpito con inaudita violenza proprio sulla parte trapiantata del collo. Ora ho paura. Mi ero trasferita a Conversano perchè considero tranquilla questa città. Non vedo l’ora di andarmene. Qui non si vive più». Difesa dall’avv. Marco Rutigliani, del foro di Bari, la donna ha sporto denuncia contro l’anziano uomo di 79 anni e il presunto aggressore di 62, entrambi identificati dai carabinieri.
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