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Diossina Ilva di Taranto Accordo a Palazzo Chigi 

Diossina Ilva di Taranto Accordo a Palazzo Chigi 
ROMA - Accordo sull'Ilva di Taranto. L'intesa è stata raggiunta a Palazzo Chigi. Sul tavolo la questione diossina che vedeva da un lato lo stabilimento siderurgico e dall'altro la nuova legge regionale sui limiti delle emissioni. Limiti che l'azienda non avrebbe potuto rispettare. Quindi la soluzione che soddisfa tutti, Governo, Regione, sindacati. Lo stabilimento siderurgico si dovrà impegnare a costruire un depuratore con un allungamento dei tempi per il taglio dei limiti di diossina: una modifica alla legge regionale sulle emissioni sposterà dal 1/o aprile al 30 giugno l’entrata in vigore del limite

19 Febbraio 2009

ROMA -  Accordo sull'Ilva di Taranto. L'intesa è stata raggiunta a Palazzo Chigi alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Sul tavolo la questione diossina che vedeva da un lato lo stabilimento siderurgico e dall'altro la nuova legge regionale sui limiti delle emissioni. Limiti che l'azienda non avrebbe potuto rispettare. Quindi la soluzione che soddisfa tutti, Governo, Regione, sindacati.


Tutelati salute, ambiente e posti di lavoro, circa 20.000. Secondo l'accordo l'Ilva si dovrà impegnare a costruire un depuratore ad hoc con un allungamento dei tempi per il taglio dei limiti di diossina: una modifica alla legge regionale sulle emissioni sposterà dal 1/o aprile al 30 giugno l'entrata in vigore del limite di 2,5 nanogrammi per metrocubo. Inoltre deve venir reso esplicito quanto contenuto già dal protocollo Aarhus: ovvero una 'tolleranzà di circa il 35% sulla misurazione dei livelli di diossina. Una soluzione «positiva per l'ambiente e per il lavoro» ha detto il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.


«Per l'ambiente - ha detto - perchè avvia finalmente un percorso concreto e condiviso per l'abbattimento delle emissioni di diossina a Taranto. Per l'occupazione perchè, soprattutto in questi tempi di crisi evita che vengano messi a rischio migliaia di posti di lavoro». «Quando la norma interpretativa, prevista dall'intesa di stasera, sarà approvata dalla regione, il ministero dell'Ambiente potrà rilasciare l'Aia (autorizzazione integrata ambientale) che fornirà la necessaria copertura normativa al proseguimento dell'attività produttiva dell' Ilva», ha concluso Prestigiacomo.


Secondo il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto l'accordo raggiunto «'è grande esempio di responsabilità istituzionale di tutte le parti in causa» e pone «le basi per la modifica di alcune parti della legge regionale che avevano destato particolari preoccupazioni per la salvaguardia dell'occupazione». In particolare, l'intesa prevede, dopo la messa a regime dell'impianto di depurazione un monitoraggio semestrale da parte dell'Istituto di protezione ambientale (Ispra) di concerto con l'Arpa Puglia.


L'Ilva si impegna, inoltre, a presentare al ministero dell'Ambiente e alla Regione Puglia uno studio di fattibilità dell'adeguamento dello stabilimento ai valori limite entro il 30 dicembre 2009 e una ricognizione tecnica per acquisire le migliori tecnologie. Al termine di questo processo il ministero dell'Ambiente e la Regione Puglia riconvocheranno un tavolo tecnico per le opportune valutazioni. Nell'accordo resta fissato al 31 dicembre 2010 il limite di 0,4 nanogrammi per metro cubo della legge regionale. Punto che è stato rimarcato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: su una cosa «non abbiamo ceduto: il punto di arrivo della legge regionale», ha detto al termine della riunione. Vendola ha quindi sottolineato «l'importante lavoro di mediazione di Letta dimostra che si può tenere insieme salute e lavoro». «È stato confermato il rispetto alla legge anti-diossine», ha quindi detto l'assessore regionale all' ecologia, Michele Losappio. Accordo positivo anche per i sindacati.


«Ci fa piacere che a Palazzo Chigi venga nominata la Costituzione», ha detto Susanna Camusso, segretario confederale Cgil con delega all'industria riferendosi alle parole del sottosegretario alla Presidenza, Letta. «Missione compiuta» per il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini; «una soluzione positiva per la salute dei tarantini e per i lavoratori», ha detto il segretario confederale Uil, Paolo Carcassi. «L'accordo raggiunto pone le basi per un percorso serio e ragionevole», secondo Paolo Varesi, segretario confederale Ugl.

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