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In Puglia e Basilicata

Calcio/Comitato Aia conferma: "Arbitro Paparesta escluso"

ROMA - Gianluca Paparesta non tornera' ad arbitrare. L’Aia ha infatti confermato "l'avvicendamento" del direttore di gara pugliese, che aveva chiesto il reintegro negli organici dopo aver ricevuto parere positivo dal Consiglio di Stato. Il legale di Paparesta parla di "restaurazione"
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18 Febbraio 2009

ROMA - Gianluca Paparesta non tornera' ad arbitrare. L’Aia ha infatti confermato "l'avvicendamento" del direttore di gara pugliese, che aveva chiesto il reintegro negli organici dopo aver ricevuto parere positivo dal Consiglio di Stato. 

"Sul punto all’ordine del giorno relativo alla posizione di Gianluca Paparesta, l’Organo Tecnico CAN A e B ha confermato nella seduta odierna la propria proposta (illustrata da Pierluigi Collina) di avvicendamento dell’arbitro, provvedendo a integrarla con gli adempimenti richiesti dall’ordinanza del Tar del 19 dicembre 2008" ha motivato l’Associazione arbitri la decisone presa dal comitato nazionale convocato dal presidente Cesare Gussoni.


GUSSONI,SU PAPARESTA NESSUN CAMBIO DI ROTTA

 

''Il comunicato emesso dal comitato nazionale dell’Associazione italiana arbitri, sulla conferma dell’avvicendamento dell’arbitro Gianluca Paparesta, mi sembra abbastanza esplicito. In base alla pronuncia del Tar del 19 dicembre scorso, abbiamo reiterato la stessa decisione presa in passato mettendo però a posto la procedura di dismissione". Queste le parole del presidente dell’Aia Cesare Gussoni in riferimento alla decisione presa all’unanimità quest’oggi dal comitato nazionale dell’Aia di non reintegrare Paparesta nei quadri tecnici.

"Nel sistema che abbiamo adottato a inizio stagione era chiara la dismissione di quei tre – ha dichiarato Gussoni facendo riferimento a Paparesta, Bertini e Pieri -. Adesso, con quattro parole in più, è stata espressa con ancora maggiore chiarezza. Ma non c'è niente di nuovo rispetto al mese di luglio, il significato è lo stesso".

Paparesta, dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta Calciopoli, era stato prima sospeso e poi "avvicendato" ai primi di luglio quando il designatore unico Pierluigi Collina ha comunicato l’organico della Can di A e B di 39 arbitri. "A luglio – ha sottolineato Gussoni -, in base alla richiesta fatta dalla Can di ridurre l’organico, il comitato nazionale dell’Aia ha deciso di avvicendare sei arbitri. Ma, visto che dovevano essere nove in totale, se ne sono aggiunti altri tre (Paparesta, Bertini e Pieri, ndr) che sono stati dismessi in relazione al fatto che non avevano operato per un’intera stagione più un altro trimestre".


Il procedimento di esclusione di Paparesta, però, è stato sospeso a dicembre dal Tar del Lazio (decisione confermata dal Consiglio di Stato) con un’ordinanza in cui si legge che il comitato nazionale dell’Aia ha provveduto alla dismissione dell’arbitro pugliese coinvolto in Calciopoli "in assenza di una proposta del competente organo tecnico, tale non potendosi qualificare la generica richiesta di valutazione dell’opportunità di riduzione dell’organico proveniente dal responsabile Can".


"Il Tar – ha quindi spiegato Gussoni – ha preteso che fosse la Can a dire che non poteva giudicarli da un punto di vista tecnico, e che quindi si orientava su quegli arbitri che erano stati fermi per tanto tempo. Quindi da luglio non è cambiato assolutamente nulla, è soltanto una precisazione di troppo che, non si sa bene perchè, è stata richiesta dal Tar e che noi abbiamo dato".


"Abbiamo precisato e confermato – ha concluso Gussoni – ciò che abbiamo fatto a luglio, non ci sono elementi nuovi di sorta. La motivazione resta solo e soltanto quella data a inizio stagione e relativa al fatto che non hanno arbitrato per un anno e tre mesi".

 

LA REPLICA DELL'AVVOCATO DI PAPARESTA

 

«È avvenuto quanto un quotidiano aveva preannunciato. Siamo ovviamente curiosi di vedere quali siano le ragioni tecniche in base alle quali Collina ha ritenuto Paparesta non idoneo ad arbitrare». Lo afferma Pierluigi Pellegrino, legale di Gianluca Paparesta, in relazione alla conferma dell'esclusione dell'arbitro barese dai ruoli della Can.


«Per fortuna, come si è dimostrato - aggiunge Pellegrino - nemmeno il mondo sportivo è una zona franca dove abusi e clamorose ingiustizie possano essere impunemente commesse». «In attesa di leggere il provvedimento, che non ci è stato ancora comunicato - conclude l'avvocato - osserviamo come una significativa coincidenza che viene punito l'unico arbitro che ha collaborato con la giustizia ordinaria sportiva mentre nella stessa giornata viene officiato di un nuovo incarico il designatore di A e B della stagione 2005-2006. Forse chi parla di restaurazione non ha tutti i torti».

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