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Putignano, traditi e corna festeggiati al Carnevale

Putignano, traditi e corna festeggiati al Carnevale
Tutti i «traditi» d’Italia sono invitati dall’Accademia delle Corna a festeggiare il 19 a Putignano (Ba) il «giovedì» del Carnevale dedicato al loro stato sociale. Un convegno internazionale per analizzare la storie e i legami antropologici del carnevale più lungo d'Italia

18 Febbraio 2009

BARI - C'è chi tradisce e chi viene tradito, ed i «traditi» d’Italia sono invitati dall’Accademia delle Corna a festeggiare il 19 a Putignano (Ba) il «giovedì» del Carnevale dedicato al loro stato sociale. Si comincia alle 6,30 del mattino con il Cornèo, il corteo per manifestare all’intero paese lo stato di uomo tradito. L’irrituale processione con in testa il simulacro della podalica, emblema dell’Accademia delle Corna, terminerà a casa del «tradito» fortunato, al quale, a sorpresa, sarà offerta la colazione con tanto di fragranti cornetti. Una vera e propria incursione nell’abitazione del prescelto con modalità spettacolari. Tutti gli uomini che all’alba hanno dichiarato di essere stati traditi hanno la possibilità, la sera, di debellare la malattia. La festa, infatti, prosegue alle 19,30 in piazza Plebiscito con il taglio delle Corna, un rito purificatore che elimina le escrescenze formatesi sul cranio a causa dell’infedeltà della propria moglie. Prima dell’operazione chirurgica, a cura di esperti veterinari, il paziente sarà sottoposto a tutti gli esami clinici che la gravità del caso richiede.

carnevale di PutignanoUN CONVEGNO INTERNAZIONALE
Putignano, ormai famosa in tutta Italia per l’antico Carnevale, ospita per la prima volta un convegno internazionale di studi al quale sono stati invitati antropologi, demologi, studiosi della tradizione letteraria e popolare provenienti dalle maggiori università italiane, dalla Grecia, dalla Francia e dalla Germania. Dal 19 al 21 sono in programma tre giornate di riflessione e di approfondimento per raccontare il fascino e la «magia» del Carnevale che accomuna Paesi e popoli dell’intero bacino del Mediterraneo e che, sia pure attraverso profonde e significative trasformazioni, sembra sopravvivere ai riti e ai miti della modernità. Prima di concentrarsi, nella seconda e terza giornata, sulle tradizioni carnevalesche del Mezzogiorno d’Italia, il convegno si apre giovedì 19 con relazioni che inquadrano il fenomeno carnevalesco in coordinate antropologiche generali e affrontano, perciò, fondamentali questioni di metodo nello studio e nell’approccio al tema. Luigi Lombardi Satriani (ordinario di Demoantropologia alla Sapienza di Roma) parlerà di «contestazione folklorica e spazio carnevalesco», Domenico Scafoglio (ordinario di Antropologia culturale all’Università di Salerno) di «antropologia del comico, a partire dai Carnevali del mondo», dove si parte dall’esperienza del Carnevale, e delle feste ad esso assimilabili, per illustrare il contributo che l’antropologia può dare all’interpretazione delle forme di comicità istituzionalizzata.  

Il carnevale di PutignanoLe sessioni pomeridiane della giornata inaugurale offrono, invece, relazioni di contenuto più marcatamente storico-letterario, nelle quali la categoria di «carnevalesco» viene concretamente calata, indagata ed interpretata in diverse epoche storiche, in determinati ambiti geografici, o in un particolare ambito letterario: l’antichità greco-romana, la Grecia nord-orientale (dall’età bizantina ai nostri giorni), la Roma papale, la Commedia dell’Arte, il postmoderno. Massimo esperto di utopia e carnevale nel mondo antico è Bernhard Zimmermann, direttore dell’Istituto di Filologia Classica dell’Università di Friburgo, in Germania («Carnevale nell’antichità?»). Theodore Grammatas è professore di Arti teatrali all’Università di Atene («The Camel custom at Northeastern Aegean, Thrace and Lesbos»). Martine Boiteux (che insegna alla prestigiosa E'cole des Hautes E'tudes en Sciences Sociales di Parigi, dove svolge il suo magistero Jacques Le Goff) ha studiato in vari saggi diversi aspetti del carnevale romano, soprattutto in epoca medievale e moderna («Il Carnevale nella Roma papale: tra piazza e palazzo»). Di continuità e discontinuità tra mondo antico e società contemporanea, con particolare attenzione alle forme di reinterpretazione della tradizione e del mito, si occupa Marxiano Melotti, professore all’Università di Milano Bicocca e vicesegretario della Fondazione per l’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze («Oltre il Carnevale. Maschere e postmodernità»). Ed è impossibile pensare Ferruccio Soleri distinto dal personaggio di Arlecchino, da lui interpretato da oltre quarant'anni, da quando nel 1963 debuttò nel ruolo di protagonista in Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni, per la regia di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano chiuderà la prima giornata del convegno parlando delle «maschere della Commedia dell’Arte». 

Nel secondo e terzo giorno gli interventi riguarderanno essenzialmente i Carnevali del Mezzogiorno d’Italia, usi, costumi e tradizioni che tra l’altro sono stati oggetto di studi specifici proprio da parte di alcuni degli stessi relatori: oltre alle corse con i cavalli, alle giostre e alle maschere tipiche della Sardegna si parlerà dei carnevali più importanti e significativi sul piano antropologico e demologico del Molise, della Lucania, della Calabria e della Sicilia. Alla Puglia saranno dedicati il «racconto per immagini» di Raffaele Nigro, gli interventi di Eugenio Imbriani sul salentino «carnevaletto delle donne», di Anna Maria Tripputi sul Carnevale barese di Rocco fra tradizione e folklorismo e di Pietro Sisto su testimonianze e immagini inedite del Carnevale di Putignano dagli anni del Regime fascista a quelli dell’immediato dopoguerra. I lavori si concluderanno con un ricordo di Giovan Battista Bronzini, prestigiosa figura di studioso di letterature e tradizioni popolari e in particolar modo del Carnevale pugliese e delle Propaggini di Putignano. La sua intensa attività di ricerca nonchè il suo lungo, appassionato magistero presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari saranno ricordati dagli interventi di Vera Di Natale («Gli studi di G.B. Bronzini: il Carnevale come paradigma culturale e interpretativo») e di Piero Totaro (G.B. Bronzini studioso del Carnevale di Putignano. A proposito di un passo ovidiano»).
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