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In Puglia e Basilicata

Da Barletta la denuncia: «Io  malato di Sla senza luce e gas»

di GIUSEPPE DIMICCOLI
«Vi prego qualcuno mi aiuti. Non posso più vivere così. È indispensabile che le istituzioni intervengano con urgenza prima che sia troppo tardi». Ruggiero è un cinquantenne e chiede solo un po' di assistenza

18 Febbraio 2009

Ruggierodi GIUSEPPE DIMICCOLI 

BARLETTA - Da oltre 45 giorni senza corrente elettrica. Manca la luce. Manca il riscaldamento. Manca la speranza. Manca la forza di vivere. È inaudita la sofferenza che si percepisce sul volto di Ruggiero, cinquantenne barlettano affetto da sclerosi multipla, quando racconta la sua «vita miserabile ». È difficile guardarlo in volto: si muove a scatti a causa della sua malattia, ma soprattutto, perchè impersonifica la sofferenza. «Non è più possibile non riesco più a vivere in queste condizioni. Sono stanco e infreddolito - racconta mantenendosi il capo con le due mani -. Da inizio gennaio non ho più la corrente elettrica a casa e sono costretto a vivere con la luce della candele». 
Ruggiero
È un dramma della disperazione quello che Ruggiero sopporta ogni «minuto dei giorni che non passano mai», riferisce piangendo. Per salire a casa sua, un modestissimo e freddissimo appartamento nel cuore del centro storico di Santa Maria a Barletta, bisogna scalare 28 gradini con una pendenza incredibile. E questo è solo un particolare per comprender meglio le sue condizioni di vita. Mancando la corrente elettrica non ha possibilità di riscaldarsi (utilizzava una stufetta elettrica) e di conservare cibo nel frigorifero. 

«Vedi il mio frigorifero è vuoto e quando ho qualcosa non posso conservarla perchè si guasta immediatamente. Non ho i soldi per pagare. Come potrei fare se ricevo solo poco più di 200 euro di pensione?», dice Ruggiero. «Sono stanchissimo e non posso più continuare. Chiedo solo di essere assistito magari alla casa di cura di Santa Maria degli Angeli ovvero i cappuccini di Barletta. Tre volte a settimana per due ore viene una assistente sociale del Comune e fa quello che può. Scrivilo: voglio morire. Sono andato a parlare anche dal prete don Pino». 
Ruggiero
Ma perchè nessuno dei servizi sociali è intervenuto per fare in modo che sia riallacciata la corrente elettrica? Mimmo e Gianfranco, al pari dai tanti altri amici del quartiere, sono gli «angeli custodi» di Ruggiero. Lo assistono con umanità e cuore. Spesso gli portano «un piatto caldo». «Cerchiamo di fare del nostro meglio per aiutare questo povero Cristo. È una brava persona che soffre terribilmente. Non si può lasciare un essere umano in queste condizioni. Il Comune intervenga prima che sia troppo tardi», riferiscono gli amici. E ora qualcuno intervenga.
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