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In Puglia e Basilicata

"Vendo rene". Ora Salvatore è tornato nella sua Neviano

"Vendo rene". Ora Salvatore è tornato nella sua Neviano
di RITA SCHENA
Una battaglia di solidarietà portata avanti dalla Gazzetta e dalle istituzioni regionali ha permesso a Salvatore Marzo di tornare nel suo paese di origine, come sognava. Emigrato bambino prima in Svizzera e poi a Torino, disperato, Salvatore lo scorso ottobre aveva deciso di mettere in vendita il suo rene pur di tornare a casa

18 Febbraio 2009

Salvatore M, vendo un renedi RITA SCHENA

Un lieto fine per quella che era cominciata come una storia di disperazione. Salvatore Marzo, emigrato da anni a Torino, originario di Neviano, aveva deciso di vendere un rene pur di ritornare nel suo paese e giovedì grazie all'intervento delle istituzioni, della Gazzetta e di un pizzico di buona volontà ci riuscirà, senza dover ricorrere ad un atto così estremo. Salvatore avrà una nuova casa a Neviano un posto da dove ricominciare dopo tanti anni bui da emigrante. La storia di disperazione di Salvatore era venuta alla ribalta lo scorso ottobre, quando nei pressi dell'ospedale Molinette di Torino erano apparsi una serie di manifestini «Vendo rene e midollo osseo, se interessati tel... no perditempo. Grazie. Un adulto». Scavando dietro quell'annuncio una storia un po' triste di un uomo oggi di 58 anni, segnato dalla vita: «Da piccolo sono stato allontanato dalla mia famiglia - raccontò raggiunto per telefono - per alcuni anni sono stato in un istituto per minorenni in provincia di Lecce, con uno dei miei fratelli, poi ancora in un altro istituto in Campania. Quando sono cresciuto me ne sono andato in Svizzera a lavorare, ma non mi piaceva molto il posto, poi sono arrivato a Torino». 

Salvatore in Piemonte ci vive da oltre vent'anni, ma dopo tanti lavori pesanti come manovale, carpentiere e ai mercati, l'età lo mette ai margini. Non riesce più a trovare un impiego che gli permetta di sopravvivere, si separa dalla moglie, si riduce ad abitare in un magazzino circondato dalle sue poche cose. Solo in una città che lo respinge, senza una famiglia che lo possa accogliere, si trova a sognare il suo paese di origine, Neviano, un paese che nei suoi ricordi è dove ci si incontra in piazza, con la campagna dove poter ancora lavorare. 
Salvatore a Torino con l
La sua provocazione di mettere in vendita un rene serve ad attirare un po' di attenzione: se ne interessa la Gazzetta e l'assessore regionale alla Solidarietà sociale, Elena Gentile, che qualche giorno dopo vola a Torino per incontrarlo. Da quel momento la macchina della solidarietà si mette in moto, l'assessore Gentile riesce ad ottenere uno stanziamento a favore di Salvatore, grazie alla legge regionale 23/2000, che prevede sostegno economico agli emigranti pugliesi che vogliono tornare. Prima di Natale la delibera viene approvata e a Neviano il sindaco Giorgio Cuppone si mette alla ricerca di una casa che possa ospitare Salvatore; prima ne trova una, poi il proprietario non la rende più disponibile, se ne cerca e si trova un'altra. Salvatore da Torino è impaziente, tre-quattro mesi di attesa per una persona giunta alla disperazione sono tanti, ma nello stesso tempo i tempi della burocrazia amministrativa non si possono saltare. Finalmente però tutti i pezzi del puzzle incominciano ad incastrarsi: Salvatore la scorsa settimana riceve le telefonate del sindaco Cuppone e dell'assessore Gentile. La soluzione è vicina, così decide di scendere nel Salento. 

In effetti la casa per lui è quasi pronta, le «chiavi» saranno consegnate domani con una piccola cerimonia in municipio. «Per il momento sono ospite di un amico a Lido Conchiglie - spiega Salvatore – ma è un posto precario. Se serve posso aiutare anch'io a pulire e sistemare il mio nuovo alloggio». «Abbiamo avuto qualche difficoltà, ma ora è tutto a posto – dice il sindaco di Neviano – un paio di giorni e sarà tutto completato». Ancora poche ore, poi forse anche Salvatore potrà sperare in una nuova vita.
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