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In Puglia e Basilicata

Bari: «Il disabile nel sottopassaggio può scendere solo se ha il biglietto»

18 Febbraio 2009

ragazzo disabile sottopassodi FRANCO GIULIANO 

Come fa un disabile a Bari ad attraversare il sottopassaggio pedonale della stazione per raggiungere piazza Moro da via Capuzzi? Semplice. In teoria dovrebbe chiamare il numero di Trentalia 199.30.30.60 (attivo tutti i giorni, festivi inclusi, dalle ore 7 alle 21). Costo da rete telefonica fissa a carico del chiamante (Iva inclusa) 6,12 euro per scatto alla risposta più 2,64 euro al minuto per conversazione. Dopo avere seguito le varie indicazioni vocali finalmente parlerà con un addetto. Il quale chiederà nome, cognome, quindi l’orario di partenza del treno con il quale si intende viaggiare. In teoria. In pratica se non si è un viaggiatore, dunque in possesso di un biglietto, il servizio di assistenza disabili non è possibile ottenerlo. Più difficile ancora richiedere assistenza da via Capruzzi. «Scusi - ci ha risposto ieri sera il centralinista del numero 199..... di Bari. ma Lei perché vuole entrare nella stazione da quel lato della città. Non è meglio da Piazza Aldo Moro»? «Da quel lato - insiste il nostro interlocutore - nonostante esista un servoscala in realtà non l’abbiamo mai utilizzata». 

Proviamo a spiegare che abbiamo una buona ragione per chiedere assistenza da quel lato della stazione. La stessa che ieri mattina aveva Michele, che ha chiamato Pronto Gazzetta. Un ragazzo disabile della provincia di Brindisi che poco prima aveva assistito ad una cerimonia nella sala del Consiglio regionale insieme agli altri studenti dei vari istituti partecipanti al viaggio in Polonia del Treno della Memoria e che poi ha pensato di fare una passeggiata in via Sparano. Doveva attraversare però il sottopassaggio della stazione. Un fatto semplicissimo per le migliaia di cittadini, passeggeri e non che utilizzano quella scorciatoia. Una barriera insormontabile invece Michele costretto a farsi portare a braccia dai suoi docenti. 
ragazzo disabile sottopasso
«Abbiamo chiamato il servizio Assistenza passeggeri della stazione - racconta il professore Giovanni Calcagno - per chiedere assistenza. Un signore, Luigi D’Attoma, ci ha chiesto se avevamo un biglietto ferroviario e che comunque avremmo dovuto prenotare il servizio con largo anticipo. Noi non avevamo né il biglietto né avevamo prenotato. Dunque il nostro studente disabile su un carrozzella non poteva raggiungere l’altra parte della città attraverso quel sottopassaggio. In poche parole dovevamo scegliere: o lasciarlo lì, oppure chiamare un taxi attrezzato per raggiungere piazza Moro. Oppure fare come sempre: portarlo a spalla. Così abbiamo fatto. Sia all’andata. Sia al ritorno». 

Ieri sera, dopo la denuncia a Pronto Gazzetta abbiamo cercato di verificare la storia e capire come funziona il «Servizio di assistenza disabili». Ci siamo chiesti chi è tenuto ad assistere chi. Cioè se Trenitalia, oppure la Rfi, o la società «Grandi stazioni», la società che gestisce quella di Bari. Persino per noi, seduti comodamente alla scrivania, venire a capo di questa intricata facenda, è risultato difficile. Figuriamoci al ragazzo o - immaginiamo - ai tanti utenti che in questi anni avranno chiesto un’assistenza negata da quel lato della stazione. «In 6 anni - ha detto al telefono il responsabile delle relazioni esterne di Trenitalia che da Napoli ha soccorso i vari direttori della Puglia, imbarazzati del caso - abbiamo assistito 2800 passeggeri, una media di 400 l’anno». Tutti però da piazza Aldo Moro. «Da via Capruzzi è vero, nessuno c’è l’ha mai chiesto», hanno ammesso. 
Così ancora oggi (dopo u n’altra denuncia pubblicata poco tempo fa sempre dalla Gazzetta) non sappiamo nemmeno se quel servoscala in via Capruzzi che dovrebbe in teoria aiutare i disabili funziona. Né lo sanno gli addetti che ieri ai due professori che accompagnavano Michele hanno risposto: «senza biglietto ferroviario e senza preavviso di almeno 10 giorni l’assistenza non è possibile averla».

(foto di Luca Turi)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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