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In Puglia e Basilicata

Patù: «pozzo nero vicino al mare?» «Sì, ma è tutto in regola» 

Siamo nella suggestiva baia che fa da confine tra le marine di Patù e Castrignano del Capo. Un luogo frequentatissimo in estate da centinaia di bagnanti. E sugli scogli, a una distanza di non più di cinque metri dal mare, sorga una cisterna realizzata con mattoni di calcestruzzo e chiusa con una colata di cemento

17 Febbraio 2009

pozzo nero a Patùdi MAURO CIARDO 

FELLONICHE (PATU’) - Un pozzo nero a meno di cinque metri dal mare? Un cittadino chiede lumi attraverso “Pronto Gazzetta” per conoscere la reale destinazione di una vasca di raccolta dei liquidi, realizzata in cemento direttamente sulla scogliera. Siamo nella suggestiva baia che fa da confine tra le marine di Patù e Castrignano del Capo. Un luogo frequentatissimo in estate da centinaia di bagnanti. Michele Brigante, un cittadino di animo ambientalista residente a Patù, ha segnalato il caso per chiedere come mai sugli scogli, a una distanza di non più di cinque metri dal mare, sorga una cisterna realizzata con mattoni di calcestruzzo e chiusa con una colata di cemento. 
«Dal pozzo o vasca - ha fatto osservare Brigante - partono delle tubature che la collegano ad un vicino stabilimento balneare. Sorge il dubbio che qui siano scaricati i reflui. Le acque, se fossero quelle di scarico, andrebbero così a finire in un ambiente che nessuno sa se sia a tenuta stagna, con il rischio che tutto vada a finire nell’acqua del mare». Dopo aver controllato che la cisterna ricade effettivamente nell’area di pertinenza di uno stabilimento balneare, abbiamo girato la questione all’uf - ficio tecnico comunale di Patù, diretto dall’ingegnere Vi t o Morciano. «Si tratta di una struttura datata, risalente con molta probabilità agli anni ‘80 come si può osservare dalla patina sul cemento in superficie - ha spiegato il tecnico - il caso è stato già controllato da questo ufficio e abbiamo riscontrato che il pozzo è stato acquistato dalla proprietà dello stabilimento balneare insieme a tutta l’area di pertinenza dell’impianto, che comprende anche una costruzione rivestita in pietra a secco. Oggi - aggiunge Morciano - lo stabilimento è dotato di un serbatoio interno in vetroresina per la raccolta dei reflui, che vengono poi trasferiti nella vasca segnalata al solo scopo di rendere più agevole il travaso in un autospurgo dalla strada adiacente. Come Comune ci siamo premuniti di controllare anche la destinazione dei rifiuti e abbiamo visto che questi vengono periodicamente conferiti ad un mezzo di smaltimento, che provvede a svuotare il pozzo a tenuta stagna».
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