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bufera

«Incarichi legali»
Il comune di Taranto
ha debito da 1,9 milioni

La Corte d'Appello ha condannato il Municipio a pagare 1,1 milioni oltre agli interessi

comune di taranto

di FABIO VENERE

Un debito tra i debiti. Nella valanga di «fuori bilancio» che nell’anno che sta per concludersi si è scaricata sulle casse del Comune di Taranto per complessivi 16,5 milioni di euro, ce n’è uno che (forse) ha un valore superiore rispetto agli altri. E il riferimento non è soltanto all’aspetto meramente economico pure rilevante (1,9 milioni di euro a cui si arriva considerando gli interessi di mora che oscillano tra l’8 e l’8,5 per cento) ma a quello simbolico.

E sì, proprio così. Il debito fuori bilancio in questione, salvo rinvii, sarà discusso nel corso della prossima seduta del Consiglio comunale in programma il 21 dicembre. Poco prima di Natale, dunque, i consiglieri comunali saranno chiamati a... riconoscere, come si dice in gergo, il debito derivante da una sentenza della Corte d’Appello (sezione distaccata di Taranto). Che è intervenuta per dirimere il contenzioso sorto tra gli avvocati Angelo Bracciodieta e Ida Maria Dentamaro (più comunemente nota semplicemente come Marida).

I due noti legali baresi, esperti in Diritto amministrativo, hanno chiesto alla Magistratura di determinare il loro onorario in maniera decisamente superiore rispetto a quanto aveva stabilito l’Amministrazione Stefàno (che era in carica all’epoca dei fatti contestati dagli avvocati).

In particolare, per aver difeso il Comune di Taranto nel secondo grado di giudizio nella causa civile aperta per l’annullamento del prestito obbligazionario Boc sottoscritto con Banca Opi (poi divenuta Banca Biis ed infine Banca Intesa Sanpaolo), Dentamaro e Bracciodieta hanno chiesto di accertare se devono essere riconosciuti in loro favore 3 milioni e 218mila euro ciascuno oltre al rimborso delle spese, al pagamento dell’Iva, delle imposte e ad altre maggiorazioni.

La Corte d’Appello ha accolto parzialmente il loro ricorso visto che ha condannato il Municipio a versare la somma di 1,1 milioni di euro. Ma la cifra in questione è relativa ad un solo onorario e non a due. In altre parole, i due professionisti si dovrebbero dividere i soldi.

Per questo, hanno chiesto al Tribunale di Taranto di pronunciarsi secondo la formula della revocazione ordinaria per modificare quella sentenza chiedendo il pagamento, evidentemente, di due onorari e non già di uno solo. L’Amministrazione comunale si è costituita n giudizio con i legali del servizio Avvocatura municipale (Maddalena Cotimbo e Angela Maria Buccoliero).

Ma cos’è la revocazione ordinaria e quando si può applicare? Si hanno motivi di revocazione ordinaria, quando la sentenza è l’effetto di un errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa (circostanza che si verifica quando la decisione è fondata sulla supposizione di un fatto la cui verità è incontrastabilmente esclusa), oppure quando è supposta l’inesistenza di un fatto la cui verità è positivamente stabilita, ovvero quando la sentenza è contraria ad altra precedente fra le parti. Intanto, il Consiglio comunale si trova di fronte questo debito da riconoscere. E su cui, probabilmente, ci sarà discussione in aula tra consiglieri di maggioranza e minoranza.

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