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In Puglia e Basilicata

Bari, truffa case farmaceutiche aziende patteggiano e versano 7mln

Bari, truffa case farmaceutiche aziende patteggiano e versano 7mln
L'indagine, nel procedimento a carico delle persone fisiche, ha già portato al rinvio a giudizio di 101 persone – tra farmacisti, medici di base e informatori scientifici – accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale e alla corruzione. Marzano: 2,950 milioni di euro alla Regione Puglia
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16 Febbraio 2009

BARI – La Procura di Bari ha riscosso circa sette milioni e 120mila euro da nove case farmaceutiche che hanno patteggiato la pena al termine del procedimento sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche in relazione ad una truffa di circa 20 milioni di euro ai danni del Servizio sanitario nazionale (Ssn). La notizia, già anticipata dalla stampa nel novembre scorso, è stata ufficializzata stamani dal procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, nel corso di una conferenza stampa. 

Hanno patteggiato la pena e hanno versato le somme (a titolo di risarcimento danni, di maggior profitto e di sanzione) le società: Pfizer (1,5 milioni di euro), Astrazeneca (900mila), Lusofarmaco (1,016 milioni), Novartis (1,010 milioni), Recordati (724mila), Bracco (718mila), Bristol Myers Squibb (359mila), Biofutura (474mila), Glaxosmitkline (419mila). 

L'indagine, nel procedimento a carico delle persone fisiche, ha già portato al rinvio a giudizio di 101 persone – tra farmacisti, medici di base e informatori scientifici – accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del Ssn e alla corruzione.

MARZANO: IL 26 FEBBRAIO INIZIERA' IL PROCESSO
Il provvedimento riguarda solo gli illeciti amministrativi, che sono collegati a fatti di rilevanza penale che riguardano le persone giuridiche, per reati commessi dai loro dirigenti. «Si è riusciti – ha detto il procuratore capo Emilio Marzano nel corso di una conferenza stampa – attraverso un procedimento laborioso per il quale, con riferimento alle persone singole, esiste un procedimento a dibattimento, delle decisioni con rito abbreviato e delle archiviazioni, ad arrivare ad un processo, che comincerà il 26 febbraio a carico di farmacisti, medici e informatori scientifici coinvolti nelle indagini».   

«L'importanza che vogliamo dare a questa vicenda – ha proseguito Marzano – è che nove società farmaceutiche hanno patteggiato con l’ufficio del pubblico ministero la definizione degli illeciti amministrativi che erano stati loro contestati. Si è arrivati al patteggiamento perché, indipendentemente dalle affermazioni di responsabilità, in realtà si è ritenuto che i cosiddetti 'modelli organizzativi' in base ai quali le società dovrebbero poter prevenire la commissione di reati, da parte dei loro dirigenti, amministratori o collaboratori, queste società hanno ritenuto di poter incontrarsi con gli studi e le consulenze fatte dagli uffici del Pm su questi modelli organizzativi nuovi, che dovrebbero valere a prevenire l'ulteriore caduta, la reiterazione del reato si direbbe se si parlasse di fatti di rilevanza penale».   

«L'ufficio del Pm – ha proseguito il capo della procura di Bari – ha impegnato nella ricerca di questi modelli organizzativi consulenti di chiara fama, che in ausilio con i consulenti delle società, di esperti di economia aziendale, di organizzazione aziendale, hanno convenuto che si può prevenire e si possono trovare modelli organizzativi che sono una specie di vaccino rispetto all’operato dei singoli».  

MARZANO: ALLA REGIONE 2,9 MILIONI, FACCIA OPERA VISIBILE
I circa 7,120 milioni di euro versati da nove aziende farmaceutiche alla procura di Bari al termine del procedimento sulla cosiddetta farmatruffa ai danni del Servizio sanitario nazionale sono destinati per 2,950 milioni di euro alla Regione Puglia e per la restante parte all’Erario. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, auspicando che la somma recuperata sia “destinata dalla Regione Puglia per realizzare un’opera visibile che sia il fiore all’occhiello dell’attività svolta”. Marzano ha inoltre aggiunto che “l'indagine che ha portato al recupero dei fondi è stata possibile grazie alle intercettazioni che – ha sottolineato – alle volte costano pure, ma alla fine pagano”. “Una certa preoccupazione sui progetti in gestazione in campo legislativo – ha concluso – la avvertiamo perchè le intercettazioni sono uno strumento importante per arrivare alle affermazioni di responsabilità”. Le nove società farmaceutiche erano accusate di non aver adeguato i propri modelli organizzativi alle disposizioni della legge 231 del 2001. In questo modo – secondo il pm Ciro Angelillis – non avevano messo in atto forme di autocontrollo che, se adottate, avrebbero ridotto le possibilità che propri dipendenti potessero compiere la farmatruffa ai danni del Ssn.

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