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In Puglia e Basilicata

Da Taranto malata di Sla: «Potrei fare come Eluana»

Da Taranto malata di Sla: «Potrei fare come Eluana»
Delia D’Ettorre, di 54 anni, insegnante in pensione affetta da 16 anni da sclerosi laterale amiotrofica e che si alimenta con un tubo, in una lettera si dice «tentata di riservare a se stessa il trattamento che i genitori di Eluana Englaro hanno voluto per la figlia» per la scarsa assistenza che riceve dalle istituzioni sanitarie
• Da Taranto in volo verso gli Usa per tornare alla vita

16 Febbraio 2009

TARANTO – «Non escludo che in momenti di disperazione io scelga la sospensione dell’alimentazione». Lo scrive Delia D’Ettorre, di 54 anni, insegnante in pensione affetta da 16 anni da sclerosi laterale amiotrofica (sla) e che si alimenta con un tubo, in una lettera la donna si dice «fortemente tentata di riservare a se stessa il trattamento che i genitori di Eluana Englaro hanno voluto per la figlia» per la scarsa assistenza che riceve dalle istituzioni sanitarie. 

Solo «per due volte alla settimana» – spiega – un infermiere la assiste a domicilio per conto della asl, mentre «a noi malati di sla spetterebbe l’assistenza domiciliare gratuita 24 ore su 24». «La mia famiglia – aggiunge Delia D’Ettorre – ha tutto il peso sulle spalle, tutti vivono in funzione della mia gestione». «Perchè i politici – conclude – si sono affrettati a emanare un decreto legge che bloccava la sospensione della sentenza che ha permesso a Eluana di porre fine al suo calvario, mentre non fanno niente per i malati di sla che hanno la sfortuna di vivere in regioni più povere?».

LA LETTERA
«Sono malata di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) da 16 anni e già questo è un miracolo. Sono completamente paralizzata. La spasticità alle gambe mi permette di andare in bagno aiutata da 2 badanti, quando abbiamo la fortuna di averle, altrimenti tocca ai miei familiari. Mi alimento tramite un tubo, la peg, situato sullo stomaco. I miei figli e mio marito a turno intervengono quattro volte al giorno sulla Peg per somministrare le medicine, l'acqua e gli alimenti. Questo è un compito che spetterebbe al personale infermieristico. La mia Asl mi manda a domicilio le infermiere un volta al giorno solo per due volte alla settimana. A noi malati di Sla spetterebbe l'assistenza domiciliare gratuita 24 ore su 24. T
empo fa il Comune di Taranto per circa un anno ci ha fornito un'assistenza domiciliare di 20 ore… al mese, dopo di ciò il nulla. Il Governo ha previsto un aiuto economico di 1.000 euro all'anno per famiglie con disabili. Io non ho i requisiti necessari perché il mio nucleo familiare è di tre persone ed il mio reddito supera il limite consentito. Nel mio Comune è stata stilata una graduatoria per ricevere un assegno di cura di 500 euro al mese, ma io sono risultata idonea ma non beneficiaria perché i fondi stanziati non sono sufficienti». Delia D’Ettore 
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