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In Puglia e Basilicata

«Bello di papà», Salemme fa il doppio en plein ad Ostuni

16 Febbraio 2009

Vincenzo Salemme La comicità di Vincenzo Salemme ha divertito ed attratto l’attenzione di un divertito e partecipe pubblico che ha fatto registrare il tutto esaurito nelle due serate svoltesi presso il Teatro Roma di Ostuni per la messa in scena della commedia: «Bello di papà» in programma nella stagione di prosa organizzata dal Comune- assessorato alla Cultura, insieme al Teatro Pubblico Pugliese. 
L’attore napoletano, sempre attento alle relazioni familiari, ha portato in scena una realtà molto italiana: la volontà di non procreare. la commedia è stata scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme. Con la sua simpatia napoletana, ecco il Salemme ad Ostuni. 

«Conoscevo Ostuni, da tanti anni, sono arrivato un giorno prima dello spettacolo e confermo che è una città bellissima, fra le più belle del mondo e lo dico senza retorica. Veramente bella, meravigliosa». Lo spettacolo vede altri attori: Yuliya Mayarchuk, Giovanni Ribò, Domenico Aria, Antonio Guer riero e Adele Pandolci.

 In un momento in cui si parla tanto delle nuove tipologie di famiglie italiane, anche Vincenzo Salemme dice la sua in «Bello di papà», la rielaborazione, completamente ampliata e rifatta di un suo vecchio canovaccio. «Con “La gente vuole vivere” - ha detto Salemme - che è il titolo del mio spettacolo del ‘93, che ebbe tanto successo, poi ho fatto “La gente vuole vivere ancora”, tre anni fa ma questo «Bello di papà», è molto comico e sta avendo molto successo. Un canovaccio del ‘96, che ritengo molto di attualità. È la paternità ad essere sempre attuale. Non è la volontà di non procreare ma di non pigliare responsabilità. Noi maschi abbiamo sempre questa difficoltà». 

Proveniente dalla scuola del grande Eduardo De Filippo, l’attore napoletano usa molto la fisicità e dice: «Per me è importante la fisicità ed io la uso molto. Uso molto il corpo perché vedo che faccio ridere e le mie doti più importanti sono quelle comiche. Non ho certo un corpo da sexy bomber». 

Qual è il suo rapporto col cinema e il suo legame col teatro. «Il mio legame col teatro è quasi infantile - risponde Salemme - Ho cominciato quasi da bambino e poi sono diventato professionista a 17 anni, nel 1952 sono nato col teatro. Il rapporto col cinema? Mi piace molto vedere i film». 

Attore, regista, autore; quale ruolo preferisce? «attore». 
Il film più bello che ha fatto oltre al successo che sta ottenendo l’ultimo, “EX”. «Sono molto legato ai primi due: “L'amico del cuore” e “Amo - re a prima vista”, ma sono legato molto anche a “SMS”. Non mi hanno mai chiesto di fare il film di Natale». I
l sogno che deve ancora realizzare in un prossimo futuro. «Non ho proprio sogni; io sogno talmente in continuazione... . Diciamo che vorrei morire sulla scena». [Aldo Guagliani]
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