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In Puglia e Basilicata

LA STORIA / Da Taranto agli Usa per sperare di tornare alla vita

di AGOSTINO QUERO
Grazie all'impegno degli uomini e mezzi dell'Aeronautica Militare, Giovan Battista il giovane martinese immobile da 26 mesi, è partito da Bari per la Florida per una terapia di ossigenoterapia iperbarica di un anno (foto) 

16 Febbraio 2009

partenza da Bari verso Usadi AGOSTINO QUERO 

MARTINA - Il freddo non l’ha fermato. La voglia di tornare ad avere una vita normale è stata più forte del freddo, del gelo e della neve. Giovanni Battista, con la moglie Alessandra e la figlia Nicol, è partito ieri mattina dall’aeroporto di Bari Palese. Partenza prevista dallo scalo militare di Gioia del Colle, ma ieri a Gioia la pista dell’aeroporto era ghiacciata. E all’ultimo momento si è deciso di far atterrare a Bari il Falcon 900 dell’Aeronautica Militare proveniente da Roma Ciampino per effettuare questo volo umanitario. Al trasferimento in ambulanza da Martina a Bari hanno provveduto i volontari del Ser Martina (presente Gianni Genco, per l’associazione) e della Misericordia di Taranto. Temperatura zero gradi, neve e ghiaccio su parte del tratto stradale, ma trasferimento a Palese tutto ok. Per il volo Bari- Fort Lauderdale (Florida) l’ae - reo, come si diceva, è stato messo a disposizione dallo Stato. 
partenza da Bari verso Usa
Partenza avvenuta da Bari alle 10, arrivo previsto a Fort Lauderdale alle 18 (circa) locali, dunque intorno alla mezzanotte ora italiana. Previsto uno scalo tecnico in una base delle Isole Azzorre. L’equipaggio militare era capeggiato dal tenente colonnello Andrea Rossi. Qualche problema per caricare i bagagli, data la capienza del trimotore 12 posti dell’Aeronautica, ma alla fine il decollo è avvenuto. Sullo sfondo un cielo plumbeo, in prospettiva i 30 gradi della Florida ma soprattutto, la speranza di guarire, per Giovanni Battista. 
Il volo di ieri è giunto dopo alcuni rinvii, in particolare dall’8 febbraio a sabato e poi da sabato a ieri, per cause tecniche e organizzative. Il viceprefetto di Taranto, Daniela Buccoliero, ha coordinato le fasi organizzative per l’ottenimento del volo umanitario. 

A Fort Lauderdale, e in particolare all’Ocean therapy center, Giovanni Battista sarà sottoposto a ossigenoterapia iperbarica, protollo terapeutico non previsto in Italia nonostante da noi non manchino le attrezzature. Ci chiediamo se sia giusto che per tentare una ripresa, un ragazzo debba andare a finire dall’altra parte del pianeta. Il notevolissimo costo della terapia verrà sostenuto, almeno parzialmente, grazie alla campagna di beneficenza che ha visto protagonista il territorio, e in particolare Martina Franca, con 185mila euro circa raccolti negli ultimi tre mesi. Durata prevista della terapia un anno circa. 
partenza da Bari verso Usa
Prima della partenza, venerdì pomeriggio il sindaco di Martina, Franco Palazzo, è andato in visita a Giovanni Battista. Il 28 enne sottufficiale della Marina Militare, originario di Taranto ma residente a Martina con la moglie 27 enne e la figlia di 5 anni, si trova da 26 mesi a vivere un incubo. E’ infatti passato dal coma all’attuale stato di minima coscienza, pressoché immobile e totalmente impossibilitato a parlare a causa delle conseguenze di una operazione svoltasi all’ospedale «SS. Annunziata» di Taranto, reparto di neurochirurgia. Doveva essere rimosso, in quella operazione, un tumore al tronco encefalico. Ma è stato intaccato anche il tronco encefalico stesso e per Giovanni Battista è stato il buio. 

Da ieri, una nuova speranza. Che giunge dopo un dramma di 26 mesi. C'è la fiducia nella possibilità di recupero. Ma c’è da non disconoscere che sono stati due anni e due mesi terrificanti per una famiglia giovane, per il suo capofamiglia bloccato in un letto, per la moglie che ha fatto l’impossibile per superare tutti gli ostacoli paratisi davanti alla strada dell’ossigenoterapia, per la bambina che deve vivere inevitabilmente una situazione pazzesca. 
partenza da Bari verso Usa
Per le famiglie di lui (padre e una sorella in Florida per l’intero periodo di questa terapia, madre lì per alcune settimane) e di lei (che in due anni ha dato un sostegno morale, logistico e concreto davvero insostituibile). Un caso che, per quanto pubblico è necessariamente diventato al fine di ottenere il sostegno per questo viaggio della speranza, adesso deve tornare ad essere semplicemente il caso di un uomo giovane, della sua giovane famiglia, delle sue possibilità di farcela a riavere una vita. 
La comunità di Martina ha dato una dimostrazione di sé che non ha molti riscontri in assoluto sul piano della solidarietà. Ora dovrà darla sul piano della sobrietà e della riservatezza, nel seguire le evoluzioni (le migliori auspicabili) di questa vicenda.
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