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In Puglia e Basilicata

Matrimoni sciolti in Puglia 179 davanti alla "Sacra Rota"

Matrimoni sciolti in Puglia 179 davanti alla "Sacra Rota"

di ANTONELLA FANIZZI
Matrimonio in crisi. Sono 232 le nuove cause - 8 in più rispetto al 2007 - in attesa di giudizio davanti al Tribunale ecclesiastico regionale pugliese. Le coppie che nel 2008 si sono rivolte allo stesso Tribunale ecclesiastico per chiedere la nullità del vincolo nel primo anno di vita insieme sono un quarto del totale.

15 Febbraio 2009

di ANTONELLA FANIZZI

Matrimonio in crisi. Sono 232 le nuove cause - 8 in più rispetto al 2007 - in attesa di giudizio davanti al Tribunale ecclesiastico regionale pugliese. Le coppie che nel 2008 si sono rivolte allo stesso Tribunale ecclesiastico per chiedere la nullità del vincolo nel primo anno di vita insieme sono un quarto del totale. Si sale al 50% delle richieste allo scoccare dei tre anni, per arrivare al 65% dopo cinque anni dell’esperienza di coppia. 

I dati sono stati forniti nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico pugliese. Nell’ultimo decennio però si è registrato un decremento. «Se confrontiamo la nostra situazione con il resto d’Italia, possiamo dire che in Puglia il valore della famiglia è saldo», commenta monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo della diocesi Bari-Bitonto e presidente della Conferenza episcopale pugliese.


La chiesa esprime comunque preoccupazione. «Sono troppi i giovani - spiega monsignor Luca Murolo, presidente del Tribunale - che si presentano all’altare con una preparazione inadeguata. Ci si accosta al sacramento del matrimonio con superficialità, senza la volontà di assumere impegni duraturi ma piuttosto con la convinzione di poter impostare la vita su criteri di comodo, senza un progetto e la voglia di avere dei figli». Monsignor Murolo lancia un appello ai parroci: «I corsi per i fidanzati devono essere strutturati come itinerari nei quali non vengono date soltanto nozioni. Ci dovrà essere la verifica del cammino di fede, rimarcando i concetti della fedeltà e della indissolubilità del matrimonio».


Di fronte alle prime difficoltà, gli sposi sono pronti a togliere l’anello. Complessivamente sono 633 le cause pendenti. La durata dei processi non è inferiore ai due anni. Ma ancora nel 2008, sono state 254 le cause che si sono concluse con una decisione: 179 le dichiarazioni di nullità, 75 i riconoscimenti invece della validità delle nozze, 32 le cause archiviate.

I matrimoni dichiarati nulli sono stati 77 per esclusione della indissolubilità (per esempio matrimonio non consumato o contratto con riserva), 50 per esclusione della prole (non c’è la volontà di procreare), 49 per mancanza dell’uso della ragione o per incapacità di assumere gli obblighi coniugali, 36 per simulazione totale del consenso (il coniuge è stato tratto in inganno), 12 per infedeltà, 6 per timore, 4 per dolo, 4 per condizione (in presenza di «paletti» che se non si verificano spingono i coniugi a chiedere la nullità del rito), 2 per errore di qualità (errore di valutazione del partner), 2 perché non si ama il coniuge, uno per difetto di forma canonica.

La maggioranza delle cause - ben 76 - del 2008 sono state sollecitate dalle coppie che vivono in provincia di Bari: 44 dalla diocesi Bari-Bitonto, 19 da quella di Conversano-Monopoli, 10 da Altamura-Gravina-Acquaviva e 3 da Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. A seguire Taranto (22), Brindisi-Ostuni (20), Lecce (16), Nardò-Gallipoli (16), Otranto (12), Trani-Barletta-Bisceglie (12), Oria (11), Foggia-Bovino (10), Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo (8), San Severo (7), Ugento-Santa Maria di Leuca (7), Andria (4), Castellaneta (4), Cerignola-Ascoli Satriano (4), Lucera-Troia (3).

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