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In Puglia e Basilicata

Ostuni: acque reflue, denunciato  il presidente di un oleificio

Lo hanno scoperto i Carabinieri nell'ambito dei controlli effettuati per chiarire le cause delle chiazze di colore scuro che hanno invaso il tratto di mare alla foce del canale, in località Fontanelle
• Fasano, sequestrate due discariche abusive

13 Febbraio 2009

acque reflue inquinateOSTUNI - Il presidente di un oleificio alle porte della «Città bianca» è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Brindisi per «scarico di acque reflue senza le prescritte autorizzazioni». Questo a seguito degli accurati controlli da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) di Lecce, diretti dal Capitano Candido,coadiuvati dai quelli della stazione di Ostuni, col maresciallo Lanza, scattati all’indomani della denuncia del «fiume» di acqua nera (con relativo olezzo) che aveva invaso nei giorni scorsi tutta Lama d’Antelmi e il tratto di mare in località Fontanelle. Un problema, che ha visto subito scendere in campo il sindaco Tanzarella e l’assessore all’Ambiente, dott. Cosimo Moro, che hanno effettuato sopralluoghi e convocato l’Acquedotto (gestore del depuratore), l’Arneo e l’impresa appaltatrice dei lavori per affrontare il problema dei lavori che il consorzio di bonifica ha fatto iniziare mentre l’impresa ha poi interrotto lungo la lama. Anche l’Arpa e la Asl, sono intervenuti sul posto, avevano effettuato prelievi e verifiche in quanto si pensava ad una rottura o malfunzionamento del depuratore mentre, solo dopo, è emerso che si trattava di acque di morchia in grande quantità. 
carabinieri pongono area sotto sequestro
I Carabinieri nell'ambito dei controlli effettuati per chiarire le cause delle chiazze di colore scuro che hanno invaso il tratto di mare alla foce del canale, in località Fontanelle, hanno verificato vari sansifici tra cui uno alla periferia di Ostuni. All'interno di questo oleificio industriale i militari hanno sequestrato due vasche di raccolta di acque di vegetazione, due tombini ed una conduttura in plastica utilizzata per scaricare le acque reflue industriali nella condotta fognaria che confluisce nell'impianto di depurazione comunale di Ostuni,causando il blocco del trattamento dei liquami e dell’intero ciclo depurativo. Qui non riuscendo a raffinarele acque, conseguentemente, le stesse, dall'impianto cittadino sono immesse nel canale e nella lama per scaricare tutto in mare provocando tutto quello che è successo nei giorni scorsi. Un flusso notevole che ha riempito il canale col successivo ed ovvio inquinamento del tratto di mare alla foce di Lama d'Antelmi. Nel corso dei controlli dei Carabinieri del Noe, sono stati fatti anche prelievi e campionamenti da parte del personale dell'Asl di Brindisi intervenuto con i militari. Il capo condomino del villaggio residenziale «Fontanelle», ing. Antonio Saponaro ha sottolineato come «da 25-30 anni questa annosa situazione si presenta in continuazione». Un problema che, in passato, negli anni 80-90, era stata risolta con la costruzione di un condotto interrato che terminava a ridosso della foce della lama ma che, poi, inspiegabilmente, è stato deciso di eliminare riportando il canale della lama a cielo aperto. Il flusso di liquidi maleodoranti che attraversa il villaggio, lo invade creando problemi di vivibilità e che cozza con il turismo e la «Bandiera blu» del mare e costa pulita. Le indagini, intanto, proseguono per individuare altre eventuali analoghe situazioni responsabili dell'inquinamento del canale lama d'Antelmi.
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