Giovedì 11 Agosto 2022 | 08:30

In Puglia e Basilicata

Ostuni, le autobotti sversavano nei campi

14 Febbraio 2009

di ALDO GUAGLIANI

OSTUNI - Due grossi autobotti (del valore complessivo di 150mila) euro e un terreno agricolo ubicato in contrada Scategna sono stati posti sotto sequestro, contestualmente alla denuncia a piede libero notificata ai rispettivi autisti ed al proprietario del suolo, tutti di Ostuni.

È quanto scaturito da un’altra operazione dei Carabinieri dei Noe di Lecce-Brindisi-Taranto, agli ordini del capitano Nicola Candido i quali - in collaborazione coi militari della locale stazione, diretti dal maresciallo Antonino Lanza - hanno alzato il velo un’altra attività di smaltimento irregolare dello sversamento delle acque di vegetazione, cogliendo sul fatto le autobotti, mentre su terreno agricolo, poco dopo l’imbrunire, procedevano a scaricare i reflui secondo la prassi (vietata) del «ruscellamento» e non dello «spandimento» (vedi articolo nella pagina accanto).

Un piccolo «fiume» fetido, che terminava nelle campagne confinanti di proprietà di altre persone.


Il sequestro è scatutito nell’ambito del costante monitoraggio e controllo del territorio teso alla repressione di reati contro l’ambiente. Le «gazzelle» dei Carabinieri, già alle prime ore del pomeriggio hanno intercettavano le due autobotti, mentre si dirigevano sulla provinciale per Fasano. I militi hanno pedinato a distanza i due grossi automezzi. Giunte a circa 10 chilometri dalla «Città bianca», nella zona di Rialbo, le autobotti hanno svoltato per l’interno, verso Montalbano e, dopo aver percorso una strada sterrata, stretta e impervia, hanno raggiunto contrada Scategna. Giunti al punto convenuto, i due autisti hanno aperto i bocchettoni posteriori delle cisterne dando avvio ad un’operazione vietata: lo sversamento dei reflui che, secondo i Carabinieri, è alla base dell’inquinamento registrato nei giorni scorsi lungo alcune zone costiere in cui era stata notata un’ampia chiazza nerastra.


A quel punto i militi sono usciti allo scoperto bloccando l’attività, identificando i due autisti e sequestrando i mezzi. In tutto trasportavano 25mila litri di acque di morchia. Denuncia a piede libero anche per il proprietario del fondo agricolo: un imprenditore del luogo del quale non è stato fornito il nome essendo ancora in atto l’attività di accertamento.

Per tutti, il reato contestato è di abbandono di rifiuti speciali e getto pericoloso di cose. Gli stessi mezzi, poi, a sequestro notificato, sono stati affidati in custodia agli autisti denunciati, in attesa di completare gli accertamenti e le verifiche degli investigatori, da cui potrebbero scaturire eventuali ulteriori sviluppi.


Tenuto conto che durante la nottata precedente e per tutta la giornata era piovuto, lo sversamento abbondante dell’acqua di morchia poteva essere almeno in parte diluito e «camuffato», senza destare sospetti. Ma così non è stato, dal momento che i militari dell’Arma avevano già disposto dei controlli mirati. E tutto, nell’ambito di un’attività di costante controllo del territorio avviata dai militari dell’Arma che sembra proprio destinata ad intensificarsi, alla luce delle diffuse e molteplici responsabilità che vanno emergendo in queste ore a carico di diverse aziende del territorio.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725