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In Puglia e Basilicata

Da Tricarico a Matera  decide di nascere sulla Basentana

Da Tricarico a Matera  decide di nascere sulla Basentana
Aveva fretta la piccola (ancora non si sa il nome), un bellissimo batuffolo di 3 chilogrammi, che ha deciso di venire al mondo «di corsa» e così sulla Basentana, in territorio di Salandra, alle 7,45 ha voluto vedere la luce senza aspettare l'arrivo in ospedale
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13 Febbraio 2009

di VINCENZO DE LILLO 

TRICARICO - Partorire sulla Basentana, in autoambulanza. È quanto accaduto ad una signora, M.T., 25 anni, che alle 7 di ieri mattina si è fatta accompagnare all’ospedale di Tricarico perché era già in travaglio. Immediatamente assistita dal personale del Pronto soccorso, per la giovane è stato disposto il trasferimento nell’ospedale “Madonna della Grazie” di Matera, poiché a quell'ora non è prevista la presenza del personale specifico nel nosocomio tricaricese. Alle 7,25 la signora, accompagnata dal personale medico e infermieristico dell’ospedale di Tricarico, si è avviata. Ma la bimba, un bellissimo batuffolo di 3 chilogrammi, aveva fretta di venire al mondo e così sulla Basentana, in territorio di Salandra, alle 7,45 ha voluto vedere la luce. Perfetta l’assistenza al parto offerta dalla dott.ssa Valeria Pansini, coadiuvata dall’infermiera Domenica Pisani. Anche l’autista, Michele Ambrosecchia, ha dovuto regolare l’andatura per l’occasione molto speciale. Tutto è andato a meraviglia. Madre e figlia godono di ottima salute. Ovviamente, il viaggio è proseguito per Matera, dove alle due è stata riservata l’assistenza medica del caso. La dott.ssa Pansini viaggia da Bari per lavorare in Pronto soccorso a Tricarico, dove si porta due o tre volte alla settimana. Dopo alcune ore dall’evento era ancora molto emozionata: «In qualche occasione avevo assistito ad un parto, ma mai avevo operato in prima persona. Mi è capitato per la prima volta e in condizioni tutt'altro che normali». 
Che cosa ha provato in quei momenti? «Una nascita è sempre fonte di grande emozione. Una nuova vita è qualcosa che prende tutti. Non riesco a dire che cosa ho provato a vedere una nuova vita affacciarsi in un mezzo in movimento, con macchine che ti sorpassano e non sanno che cosa stia succedendo al loro fianco».
La sua prima volta: si è trovata in imbarazzo, o ha incontrato qualche difficoltà? «Non ho avuto il tempo, né per provare imbarazzo, né per decidere se mi trovassi in difficoltà: ho agito velocemente e basta. Devo ringraziare molto chi mi accompagnava, l’infermiera Pisani e l’autista Ambrosecchia, che è stato davvero bravissimo: non si è fermato, ma ha condotto il mezzo in maniera perfetta. Fra l’altro, lui era emozionatissimo: ha un figlio di 6 mesi e in quei momenti ha rivissuto una bella storia ».
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