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In Puglia e Basilicata

PRONTO GAZZETTA A Bari Villaggio Trieste è come una laguna abbandonata

13 Febbraio 2009

villaggio Trieste allagatodi ROBERTO CALPISTA 

«Laguna Villaggio Trieste». O meglio, «aspettando la pioggia» e se poi viene giù sono guai nell’ex colonia dei profughi istriani. Di... acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e le case dello Iacp ora sono per il 70 per cento di proprietà. Ma è sulle strade, davvero malmesse, che non c’è nulla di chiaro. E allora? «Piove e il Villaggio Trieste, a due passi dall’Arena della Vittoria, diventa un lago. Una laguna appunto». Pietro Petruzzelli, consigliere (Pd) della circoscrizione è in filo diretto con i residenti, «residenti che puntualmente in caso di pioggia copiosa assistono impotenti all'allagamento delle strade interne e dei portoni del complesso abitativo. Acqua che, infatti, rende impossibile uscire dalle proprie case senza usare degli stivali abbastanza alti, visto che il livello arriva anche ai 30, 40 cm allagando di fatto i portoni dei palazzi, con tutti i rischi connessi al contatto con gli impianti elettrici». 
Continua Petruzzelli: «Il motivo di tali difficoltà è l'incapacità del vecchissimo sistema fognario della fogna bianca. Naturalmente il problema si presenta puntuale ogni anno durante i mesi invernali. L'elemento di novità di queste ultime settimane è lo stanziamento da parte della Regione Puglia di duecento milioni di euro (di cui 22 milioni solo per il Comune di bari) per sistemare la fogna bianca nei comuni pugliesi. L'occasione appare ghiotta per riproporre con forza il problema al villaggio Trieste». 
villaggio Trieste allagato
Ma c’è qualcosa che non quadra. Il rifacimento del sistema fognario al Villaggio Trieste, non rientra nei programmi dell’amministrazione comunale. Infatti c’è una questione, più volte affrontata ma mai risolata, che riguarda la proprietà di quelle strade. «La particolarità di questa zona della città - dice infatti Petruzzelli - è determinata dal fatto che i suoli sono di proprietà del demanio, e gli edifici dello Iacp, anche se tante famiglie hanno riscattato la proprietà degli immobili in cui vivono. Pertanto è fondamentale che si dia corpo ad una conferenza di servizi tra il Comune di Bari, il demanio e l'Istituto autonomo case popolari, al fine di porre in essere tutti gli adempimenti amministrativi affinché i cittadini del villaggio Trieste non debbano aspettare ancora molti anni prima di poter uscire di casa senza essere costretti a portare con loro un bel paio di stivali». 

Replica dallo Iacp affidata all’ingenere Corrado Pisani, direttore tecnico dell’istituto: «La questione della proprietà non è mai stata ben definita. Secondo la documentazione quando i vecchi inquilini riscattarono gli immobili diventarono proprietari anche di un parte delle aree di servizio, quali le strade. Se questa tesi è valida e se è vero che gli appartamenti riscattati rappresentano il 70 per cento, questo vuolo dire che lo Iacp deve effettuare lavori di manutenzione solo per il 30 per cento. Eppure nonostante tutto per gli interventi di urgenza non ci siamo mai tirati indietro, a salvaguardia della pubblica incolumità. Ma c’è un altro aspetto che occorre sottolineare, le strade del Villaggio Trieste sono completamente aperte al resto della città, per esempio per la raccolta dei rifiuti e in occasione di eventi quali la Fiera del Levante servono anche da valvola di sfogo e di parcheggio per le auto. Insomma alla base di tutto c’è un accordo sempre inseguito ma mai raggiunto. Del resto il rifacimento della fogna bianca è un intervento importante e complesso. Sarebbe quindi il caso di cercare davvero e senza ulteriori rinvii, mettendo insieme tutti i soggetti pubblici e privati interessati, un accordo sulle varie responsabilità di intervento». 
Nel frattempo, per quelli del Villaggio, restano gli stivali e una buona - forte - dose di pazienza.
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