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Ecco il milionario di Lucera  che vuole acquistare il Torino

Ecco il milionario di Lucera  che vuole acquistare il Torino
di FRANCO GIULIANO
BARI – Cento milioni di euro. È questa la cifra che, secondo i suoi legali, Raffaele Ciuccariello 64 anni originario di Lucera in provincia di Foggia, emigrato circa 40 anni fa prima in Germania e poi a Torino, padre di otto figli tutti titolari di altrettanti bar a Torino e Provincia, vuole investire nel Torino Calcio. E se Cairo non vende? "Proverò ad acquistare il Foggia o il Novara", dice in una intervista alla Gazzetta, Raffaele Ciuccariello. 

12 Febbraio 2009

Raffaele Ciuccariellodi FRANCO GIULIANO

BARI – Pronto, parlo con il signor Raffaele Ciuccariello? "Esatto". Dalla voce e soprattutto dall'accento ancora meridionale il signor Ciuccariello 64 anni originario di Lucera in provincia di Foggia, emigrato circa 40 anni fa prima in Germania e da sette anni residente a Torino, padre di otto figli (due femmine e sei maschi) tutti titolari di altrettanti bar a Torino e Provincia, il super milionario che dice di avere ereditato un patrimonio di 600 milioni di euro e che vorrebbe acquistare il Torino Calcio, tutto sembra tranne che il concorrente di Flavio Briatore. 

Signor Ciuccariello, insomma, è lei dunque il misterioso personaggio che dice di essere talmente tifoso del colore  granata che dopo avere ereditato 600 milioni di euro sarebbe disposto ad investirne 100 per la squadra che ama da sempre. "L'ho già detto: sì proprio così, esatto. Cento milioni di euro per acquistare il Torino. È questa la cifra che, oggi miei avvocati hanno detto di essere disposti ad investire.

Senta, signor Ciuccariello ma questi soldi, 600 milioni di euro, una cifra enorme, da dove le sono piovuti?

"Senta non mi faccia domande su questo argomento. "Posso solo dire - risponde - che si tratta di una eredità. Insomma una grande fortuna piovuta dal cielo". Daccordo, ma una eredità di 600 milioni di euro non sono briciole. Tutti si chiedono da dove arriva questa eredità. C'è chi ipotizza addirittura provenga dalla casa Reale Savoia. 

"Non posso dirlo - ripete Raffaele". Però deve ammettere che suo figlio Norbert risulta presidente della Associazione monarchica "Re Umberto" e questo avvalorerebbe l'ipotesi che questa eredità possa provenire dalla famiglia Reale.

 "Ripeto non posso dire la provenzienza di questa eredità".  

Il signor Ciuccariello aggira le domande su questo argomento. Tutti vorrebbe sapere come questo signore emigrato dalla Puglia nel 1959 alla volta della Germania come muratore prima, minatore poi, padre di otto figli (due femmine e sei maschi) oggi si può permettere di investire 100 milioni di euro per una squadra di calcio. 

"E' un regalo che voglio fare ai miei figli - continua - tutti tifosi del Torino. Finalmente dopo tanti anni di sacrifici oggi posso permettermi di andare dal presidente del Torino e fargli una offerta che date le condizioni in cui si trova la squadra neppure lui avrebbe immaginato".

Guardi non solo non lo immaginava, ma il presidente del Torino, Cairo alla sua offerta ha già risposto che la società non è in vendita. Dunque, la sua offerta non esiste.

"Cairo non vende? E allora andremo a comprare qualche altra squadra. Ce ne sono tante che si vendono. Il Foggia per esempio, oppure il Novara".

Insomma, lei è disposto a entrare nel mondo del calcio. A tutti i costi. 

"A tutti i costi".

Il calcio a tutti i costi. Ma i suoi figli non sapevano nulla di questa sua iniziativa. Aspettano che lei ne parli. 

"Io ho otto figli, mica devo convocare tutti ogni volta per dire quello che faccio".

Ma lei ora di cosa si occupa?

"Sono socio della agenzia di investigazione insieme a mio figlio". 

Adesso con 600 milioni di euro potrete smettere tutti di lavorare. I suoi figli chiudere le attività e dedicarsi solo alla squadra. Sempre che la società del Torino venda. 

"Io spero che venda. Sarebbe meglio per tutti. Se poi non riusciamo a comprare il Torino, ripeto allora cercheremo di comprare qualche altra squadra".  

Ieri su questa favola del singor Raffaele Ciuccariello, riportata sui maggiori siti nazionali, tutta la famiglia era coinvolta. Tutti si sono riscoperti bravi manager della comunicazione. 

Tra un caffe e un bicchiere di grappino a confermare la notizia alla Gazzetta dell'operazione Torino calcio della famiglia anche Giuseppe Ciuccariello, uno degli otto figlio del signor Raffaele titolare di un bar in pieno centro a Torino. Al telefono dice di non voler aggiungere altri dettagli, nè di volere rivelare il numero di cellulare del padre. In questo momento tutti lo cercano, ma preferisce non fare commenti. Quello che dovevamo dire - spiega Giuseppe - è stato già detto oggi pomeriggio nel corso di una conferenza stampa. Per il momento non abbiamo altro da aggiungere se non che siamo interessati a questa operazione".

Il signor Giuseppe è disposto però a aggiungere qualche dettaglio a questa storia quasi fantastica. Nulla però che riguardi la provenienza di questa ricca eredità da 600 milioni di euro. "Questo terreno non possiamo toccarlo. Qui ci sono gli avvocati che potrebbero rispondere». 

E gli avvocati nel pomeriggio hanno confermato «di avere verificato tutte le garanzie patrimoniali necessarie. E che il loro cliente "si rende conto del difficile momento del Torino e vuole intervenire».

Anche loro però ieri pomeriggio non hanno aggiunto nulla di più alla favola dell'ex minatore emigrante che dopo 40 anni torna a casa con 600 milioni di euro. Nè in cosa consiste l'impero della ristorazione. In realtà l'impero della ristorazione di cui si parla in queste ore non sarebbero altro che sei bar gestiti dai sei figli maschi e una ricevitoria di proprietà del marito di una delle due figlie. Negli ultimi mesi, inoltre, aiuterebbe il più giovane dei suoi dieci figli, Norbert, nel portare avanti una agenzia investigativa.

Tutto questo non giustificherebbe però il grande investimento di 100 milioni di euro per la squadra del Toro. E allora? 
 
Il grosso del suo patrimonio insiste deriverebbe da una eredità. «Si tratta di un patrimonio di famiglia», si sono limitati a dire i legali, che hanno suscitato non poche perplessità – e qualche ironia – tra i numerosi giornalisti presenti alla loro conferenza stampa, nel lussuoso albergo Golden Palace di Torino. E c'è scetticismo anche tra i tifosi, che su internet parlano di «una commedia d’annunziana». 
 
Assolutamnente serio invece nelle sue risposte il figlio Giuseppe. Che al telefono impegnato a servire nel suo bar nel centro di Torino continua a spiegare convinto che "domani saprete tutto su questa storia e che presto vedrete anche la faccia di mio padre". Che ieri però è rimasto nell'ombra. 

"Mio padre - aggiunge il figlio mentre dall'altra parte del telefono Giuseppe dà il resto di due caffè appena serviti - ha sempre avuto il pallino del Toro. Il suo sogno è sempre stato occuparsi di calcio. Ora il sogno si starebbe avverando. Di più non posso dirvi". 

Senta signor Giuseppe, ma con 600 milioni che ha ereditato suo padre continuerà a servire caffè anche domani?

"E certo, anche 600 milioni di euro prima o poi finiscono, soprattutto se la squadra dovesse continuare ad andare male".

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