Lunedì 15 Ottobre 2018 | 16:31

Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

Come in un film

Denunciò furto dell'auto
«Defendi non truffò
la sua assicurazione»

«Defendi non truffò  la sua assicurazione»

di Giovanni Longo

BARI - Sembra quasi la sceneggiatura di un film, sulla falsa riga del lungometraggio «Mio cognato» di Alessandro Piva. Al posto di Rubini e Lo Cascio, alla ricerca disperata di un’auto rubata, il protagonista in questo caso è, suo malgrado, l’ex capitano del Bari Marino Defendi, assolto con formula piena dall’accusa di avere denunciato falsamente il furto della sua macchina per raggirare l’assicurazione, e anche di aver simulato il reato. La sentenza è stata emessa nei giorni scorsi dal Tribunale di Trieste, competente per territorio perché là ha sede la Compagnia assicurativa, che, con la denuncia, aveva dato il via all’indagine.

Per conoscere la «trama», un po’ diversa dalla pellicola, occorre spostare le lancette dell’orologio a fine febbraio 2012. Uno dei giocatori più amati dalla tifoseria biancorossa, di recente molto applaudito anche da avversario quando con la maglia della Ternana ha giocato allo stadio «San Nicola», denuncia il furto, avvenuto a Bari, della sua Bmw serie 3 Coupé. Defendi, appena tornato in città dopo la riabilitazione in una struttura specialistica di Giulianova, a seguito di un infortunio di gioco, va a fare la spesa al quartiere Santo Spirito e non trova più la sua auto. Un po’ sconsolato, denuncia il furto ai Carabinieri e chiede l’indennizzo alla sua assicurazione. La Compagnia avvia gli accertamenti e scopre che, circa un mese prima, l’auto era stata di nuovo immatricolata prima in Germania e poi in Francia. Non solo. Il costoso sistema antifurto satellitare montato sull’auto a partire dal 15 gennaio 2012 risultava inattivo.

Il calciatore viene accusato dalla Procura di Trieste di avere reso una falsa denuncia di furto e, sostanzialmente, di aver voluto raggirare la compagnia. Defendi cade dalle nuvole e, forte della sua totale buona fede, chiede subito di essere interrogato. In quella sede, ricorda di avere prestato nei primi giorni del gennaio 2012 la sua auto a un conoscente, un tifoso biancorosso che gliela aveva chiesta per partecipare a un matrimonio fuori Bari. Qualche giorno dopo, l’auto viene restituita anche se Defendi, a causa dell’infortunio, non può guidarla. Nel periodo in cui è nella disponibilità del tifoso, l’auto viene segnalata a Parma: l’amico di Defendi, infatti, viene fermato per un controllo a bordo della Bmw, che verrà poi ricostruito, risulterà reimmatricolata in Germania.

La Procura triestina non crede a Defendi e chiede il rinvio a giudizio del calciatore. Durante l’udienza preliminare, i difensori dell’ex biancorosso, avvocati Massimo Roberto Chiusolo ed Attilio Altieri sollecitano il giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Trieste ad accertare presso l’Ufficio della motorizzazione tedesca chi avesse curato la pratica di reimmatricolazione. L’accertamento, effettivamente decisivo, viene disposto dal giudice con tanto di rogatoria internazionale. Peccato, però, che si conclude con un nulla di fatto perché, dopo due anni, la Motorizzazione civile tedesca non conserva più i documenti relativi ai veicoli stranieri. Così, dopo avere corso in lungo e in largo sui campi di mezza Italia, Defendi deve affrontare una sfida in Tribunale.

La Procura, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, chiede una condanna a un anno e mezzo di reclusione per Defendi. Il gup presso il Tribunale di Trieste Giorgio Nicoli, condividendo le tesi difensive degli avvocati Chiusolo e Altieri, assolve invece l’imputato da ogni accusa con la formula più ampia «perché il fatto non sussiste», riconoscendo al 90° minuto l’assoluta onestà di Defendi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

ALTRI ARTICOLI DALLA SEZIONE

Nuovo sindaco di Bari, fumata nera del centrodestra: la decisione passa a Roma

Nuovo sindaco Bari, fumata nera centrodestra: la decisione passa a Roma

 
Offre ospitalità a donna e la violenta: arrestato 41enne di Melfi

Offre ospitalità a donna e la violenta: arrestato 41enne di Melfi

 
Centrodestra, in Puglia spaccatura tra Lega e Udc

Centrodestra, in Puglia spaccatura tra Lega e Udc

 
L'ex Petrachi promuove Liverani: «Fa buon calcio»

L'ex Petrachi promuove Liverani: «Fa buon calcio»

 
Palagiustizia Bari, nuovo sopralluogo in sede ex Telecom

Palagiustizia Bari, nuovo sopralluogo in sede ex Telecom

 
Migranti, per la Lega pugliese il Cara di Borgo Mezzanone va raso al suolo

Migranti, Lega pugliese: Cara di Borgo Mezzanone «va raso al suolo»

 
Aqp e la truffa del cloro «Siamo parte offesa»

Bolletta pazza dell'acqua da 16 mila euro, pensionato vince la causa contro Aqp

 
Caso Cucchi, striscione contro carabiniere che ha accusato i colleghi, indagine Digos

Caso Cucchi, striscione contro cc che accusa i colleghi: indaga la Digos

 

GDM.TV

Gala Niaf a Washington: gli ospiti ballano la pizzica con Emiliano

Gala Niaf a Washington: gli ospiti ballano la pizzica con Emiliano

 
Alessandra Amoroso a Bari: lei firma le copie del disco, i fan cantano

Alessandra Amoroso a Bari: lei firma le copie del disco, i fan cantano in strada

 
Getta sacco rifiuti in strada, assessore Ambiente glielo restituisce

Getta sacco rifiuti in strada, assessore Ambiente glielo restituisce

 
Le Cesine, sequestrati 3 quintali di marijuana e hashish: 2 arresti

Le Cesine, sequestrati 3 quintali di marijuana e hashish: 2 arresti

 
Bari, troppi tagli a scuola: ecco il raduno degli studenti in sciopero

Bari, troppi tagli a scuola?
E gli studenti scioperano

 
Le acque rosse vicino le salineSequestro choc a Margherita di Savoia

Le acque rosse vicino le saline
Sequestro choc a Margherita di Savoia

 
Arresto gambiano a Foggia: i video e le versioni contrastanti

Arresto gambiano a Foggia: i video e le versioni diverse. «Agenti circondati»

 
Intitolazione caserma a Marzulli, Decaro: «Lui era davvero un galantuomo»

Squillo di tromba e commozione
per la caserma dedicata a Marzulli

 

PHOTONEWS