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In Puglia e Basilicata

Trani, il nuovo ospedale miraggio tra polemiche e rinvii

di LUCIA DE MARI 
L’ospedale unico Trani-Bisceglie è «un’altra promessa elettorale che cela, molto probabilmente, interessi di natura urbanistica: non è chiaro dove costruirlo e soprattutto con quali fondi finanziarlo»: il tema del destino del «San Nicola pellegrino» è sempre di attualità, ma in prossimità delle campagne elettorali lo è ancor di più

11 Febbraio 2009

di LUCIA DE MARI 

L’ospedale unico Trani-Bisceglie è «un’altra promessa elettorale che cela, molto probabilmente, interessi di natura urbanistica: non è chiaro dove costruirlo e soprattutto con quali fondi finanziarlo»: il tema del destino del «San Nicola pellegrino» è sempre di attualità, ma in prossimità delle campagne elettorali lo è ancor di più. 

PROMESSE DIMENTICATE - Lo sottolinea il consigliere comunale di Forza Italia, Beppe Corrado, che ricorda «ai tranesi i fiumi di promesse del centro-sinistra nell’ultima campagna elettorale per le Regionali del 2005. A quasi quattro anni dall’in - sediamento della Giunta Vendola, Trani vive ancora di quelle parole mentre piange il suo ospedale. Dopo il fallimento del Piano regionale dei rifiuti, adesso assistiamo, inermi eimpotenti, alla lenta agonia del San Nicola Pellegrino». Tante promesse, dunque, ed al di là delle problematiche regionali «ecco il caso Trani. La nostra città è stata fortemente penalizzata – dice Corrado – e mi chiedo che fine abbiano fatto le “imminenti” riaperture dei reparti di Ginecologia e Ostetricia, tante volte annunciate dagli esponenti regionali e locali del centro-sinistra . Poi l’ipotesi dell’ospedale unico: «Come non bastasse, ora ci propinano un progetto faraonico quanto utopistico, quello dell’ospedale unico Trani-Bisceglie, un’altra promessa elettorale: non è chiaro dove costruirlo e soprattutto con quali fondi finanziarlo. E mentre si cerca di illudere così la città, siamo di fronte ad un Pronto Soccorso chiuso da oltre un anno per ristrutturazione, con intuibili disagi sia per i cittadini che per gli operatori, i quali sono costretti a lavorare in condizioni a dir poco disumane. Ci piacerebbe sapere dal Direttore generale della Asl le motivazioni del blocco dei lavori e di chi siano le responsabilità dei ritardi». 

TROPPI DISAGI - Corrado domanda spiegazioni anche sul perché non si bandisca una gara per le postazioni del «118», perché si proceda in proroga di anno in anno, e non si conceda a Trani la possibilità di avere una seconda postazione: «In molti casi si è costretti a far intervenire le ambulanze da città limitrofe con inevitabile ritardo. I tranesi, insomma, sono considerati cittadini di serie B. Per nostra fortuna esistono sul territorio associazioni di volontariato locali che, spesso e volentieri, si sostituiscono gratuitamente agli operatori del “118”, come nel caso degli Operatori emergenza Radio». Caso ospedale: «Piuttosto che utilizzare la sanità come cavallo di battaglia per la campagna elettorale, cerchiamo di unire le forze per proteggere il “San Nicola pellegrino”, per ridargli una dignità degna di una città co-capoluogo di Provincia, ricordandoci, una volta per tutte, che i servizi sanitari non hanno colore politico».
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