Mercoledì 20 Febbraio 2019 | 09:15

NEWS DALLA SEZIONE

Nel Foggiano
Borgo Mezzanone: sequestrati immobili abusivi nel ghetto dei migranti

Borgo Mezzanone: sequestrati immobili abusivi nel ghetto dei migranti

 
La nomina
Apulia film commission, l'architetta Dellomonaco è la nuova presidente

Apulia film commission, l'architetta Dellomonaco è la nuova presidente

 
Il vicepremier
Migranti, Salvini annuncia chisura del Cara di Borgo Mezzanone

Migranti, vicepremier: chiuderà Cara Borgo Mezzanone a Foggia

 
Il leader della lega in città

Salvini a Bari, in visita alla villa sequestrata alla mafia La diretta

 
A Gallipoli
Nigeriano sventa rapina in supermercato: Emiliano lo premia

Nigeriano sventa rapina in supermercato: Emiliano lo premia

 
L'analisi
Lecce scopre nuove «frecce» nella rincorsa verso la A

Lecce scopre nuove «frecce» nella rincorsa verso la A

 
Componente di una banda
Rubavano in case mentre i proprietari erano al mare, arrestato un barese

Rubavano in case mentre i proprietari erano al mare, arrestato un barese

 
Le dichiarazioni
Confindustria, Boccia: «Economia rallenta, dati devono far riflettere»

Confindustria, Boccia: «Economia rallenta, dati devono far riflettere»

 
In via Milizia
Scritte su sede Movimente 5 Stelle a Lecce, si segue pista anarchica

Scritte su sede Movimento 5 Stelle a Lecce, si segue pista anarchica

 
L'emergenza
Xylella, conclusa l'inchiesta alla Camera: «Si può solo eradicare, non ci sono cure»

Xylella, conclusa l'inchiesta alla Camera: «Si può solo eradicare, non ci sono cure»

 
L'iniziativa
Le strade di Bari si colorano con i murales dei Lego, grazie allo street artist Pao

Le strade di Bari si colorano con i murales dei Lego, grazie allo street artist Pao

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariNel Barese
Rutigliano, l'agguato a fuoco per vendicare debito di droga fallì, identificati 5 responsabili

Rutigliano, l'agguato a fuoco per vendicare debito di droga fallì, identificati 5 responsabili

 
FoggiaNel Foggiano
Borgo Mezzanone: sequestrati immobili abusivi nel ghetto dei migranti

Borgo Mezzanone: sequestrati immobili abusivi nel ghetto dei migranti

 
LecceComponente di una banda
Rubavano in case mentre i proprietari erano al mare, arrestato un barese

Rubavano in case mentre i proprietari erano al mare, arrestato un barese

 
MateraNel Materano
Rubano tubi di rame da ditta, individuati 4 minorenni

Rubano tubi di rame da ditta, individuati 4 minorenni

 
TarantoAl Teatro Fusco
La nuova vita di Diodato, senza confini ma con emozioni

La nuova vita di Diodato, senza confini ma con emozioni

 
BrindisiA Mesagne
Rapinò bar con mazza da baseball, rintracciato 19enne

Rapinò bar con mazza da baseball, rintracciato 19enne

 
BatDopo la denuncia
Estorcono denaro a un collega: 2 contadini arrestati

Estorcono denaro a un collega: 2 contadini arrestati

 
HomeLa nomina
Basilicata, Berlusconi presenta il candidato unico del centro destra: è Bardi

Basilicata, Bardi candidato unico del centrodestra

 

Si cercano i complici

Fasano, dopo 36 anni si riapre
il caso di Palmina: «Fu omicidio»

BARI - Trentasei anni fa una ragazzina di 14 anni di Fasano, in provincia di Brindisi, veniva trovata avvolta dalle fiamme nella sua casa. Era l’11 novembre del 1981. Quella adolescente, Palmina Martinelli, morì dopo 22 giorni di agonia nel Policlinico di Bari. Fino ad oggi la giustizia non è riuscita a trovare colpevoli per quella morte. Nelle sentenze di assoluzione, passate in giudicato ormai da più di vent'anni, è scritto che si sarebbe data fuoco da sola, un suicidio quindi, per sottrarsi ad un giro di prostituzione minorile. Anni dopo nuove denunce e accertamenti medico-legali hanno però stabilito che fu arsa viva, fu uccisa. Le sue mani coprivano il volto mentre le fiamme le consumavano il corpo. Non voleva vedere, cercava di difendersi. Qualcuno l’ha ammazzata.

Oggi la Procura di Bari, dopo la pronuncia della Cassazione di un anno fa che le assegnava la competenza ad indagare sul caso, ha riaperto le indagini. L’ipotesi di reato, al momento a carico di ignoti, è di omicidio volontario aggravato.
I due soggetti che all’epoca furono individuati come i presunti assassini dall’allora pm Nicola Magrone sono stati assolti, quindi non potranno più essere processati per il delitto. Le inquirenti baresi Simona Filoni e Bruna Manganelli alle quali è stato affidato il nuovo fascicolo, puntano quindi ad accertare se esistano eventuali corresponsabili, se cioè sia ancora possibile ricostruire il contesto che portò a quella tragica fine e ipotizzare nuove responsabilità.

Trasmettendo le carte a Bari, la Cassazione aveva accolto il ricorso della sorella della vittima, Giacomina Martinelli, contro l'archiviazione disposta dalla magistratura di Brindisi che nel 2012 aveva riaperto le indagini. I pm brindisini arrivarono alla conclusione che Palmina fu arsa viva, che dunque non si trattò di suicidio, senza riuscire tuttavia a identificare i responsabili dell’omicidio. Le pm baresi ora ripartono proprio da qui.
Magrone oggi è sindaco di Modugno (Bari), cittadina che ha intitolato una piazza all’adolescente che in punto di morte fece i nomi dei suoi presunti assassini. «Entrano Giovanni ed Enrico e mi fanno scrivere che mi ero litigata con mia cognata. Poi mi chiudono nel bagno, mi tappano gli occhi, mi mettono lo spirito e mi infiammano», disse la ragazzina con un filo di voce a Magrone mentre era agonizzante nel suo letto d’ospedale. «Sono ancora fiducioso che Palmina ottenga giustizia», dice oggi Magrone.

Dopo una prima fase, durata mesi, di studio delle carte e della documentazione contenute nei precedenti fascicoli sulla morte di Palmina Martinelli e custoditi in parte negli archivi giudiziari baresi e in parte a Brindisi, i magistrati di Bari ritengono ora che ci siano margini di approfondimento per l'identificazione di eventuali corresponsabili nel delitto. L'obiettivo della Procura di Bari è allargare l’orizzonte all’intero contesto, anche familiare, che portò alla morte dell’adolescente, impregnato - stando agli atti - di degrado e illegalità. Nelle prossime settimane saranno convocate dagli inquirenti di via Nazariantz decine di persone ritenute informate sui fatti, familiari e conoscenti della vittima.  (di Isabella Maselli, ANSA)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400