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In Puglia e Basilicata

IL VIAGGIO/Verso Auschwitz in treno con 700 ragazzi pugliesi

IL VIAGGIO/Verso Auschwitz in treno con 700 ragazzi pugliesi
di RITA SCHENA
Il treno della memoria, partito ieri mattina da Bari e diretto ai campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau con 700 ragazzi pugliesi in questo momento ha lasciato il territorio austriaco e sta attraversando la Repubblica Ceca. "Qui tutto intorno - racconta al telefono il professore Giovanni Calcagno da bordo del treno - è ricoperto di neve. Un paesaggio bellissimo. Nella tarda mattinata dovremmo entrare in Polonia per poi giungere a destinazione". (Le foto di Luca Turi in diretta da bordo del treno)

10 Febbraio 2009

partenza da Baridi RITA SCHENA

BARI - Sono partiti questa mattina per un viaggio che sanno già li cambierà. Visiteranno i campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau, per tornare a casa domenica 15 febbraio e toccheranno con mano l'orrore dell'Olocausto. Ora cercare di sentirli telefonicamente è quasi un'impresa, tanti i cori e il chiasso negli scompartimenti e la felicità dello stare insieme che vince tutto, come la loro gioventù. 

Anche tanti altri ragazzi ebrei loro coetanei hanno preso altri treni per raggiungere le stesse destinazioni in Polonia. In un tempo che sembra lontano anni luce dall'oggi, caricati su carri bestiame senza acqua o cibo hanno subito un viaggio ben diverso da quello che oggi compiono in allegria circa 3.000 studenti delle scuole superiori da tutta Italia per Cracovia. 

«Ora siamo all'altezza di Bologna – ci racconta il professor Giovanni Calcagno di Latiano dal treno – i ragazzi cantano si rincorrono lungo i vagoni, sappiamo che questo viaggio ci cambierà ma per ora la gioia di stare insieme ha il sopravvento». Il professor Calcagno insegna diritto, è tra i docenti che accompagnano il gruppo di studenti salentini, sarà dura per lui, come per gli altri insegnanti, far capire agli studenti come si è potuto dar vita all'inferno.
partenza
Giunto alla quinta edizione, il Treno della Memoria è organizzato dall’associazione Terra del Fuoco con il sostegno delle amministrazioni locali, del gruppo Ferrovie dello Stato e di partner pubblici e privati. Al loro ritorno i giovani diventeranno “ambasciatori” dell’esperienza per raccontare ai propri coetanei gli orrori dell’olocausto e diffondere un messaggio di speranza, pace e fratellanza tra i popoli. 

«Chi è qui ha già percorso un primo viaggio nella conoscenza – spiega Calcagno – attraverso incontri con storici o insegnanti abbiamo approfondito i temi della Shoa, dell'olocausto, delle persecuzioni cui sono state vittime tanti ebrei o anche solo diversi e perseguitati da nazismo. Il viaggio serve per recuperare alcuni elementi in più, per fissare nella memoria luoghi o fatti che altrimenti si rischiano di perdere».

Paolo Paticchio di Castrignano de greci è la quinta volta che visita i campi di concentramento in viaggio sui Treni della Memoria. E' il rappresentante pugliese dell'associazione Terra del fuoco. «La prima volta ero all'ultimo anno di maturità, mi ero costruito una sorta di corazza per riuscire a reggere la visita, tanto che mi trovavo ad andare per Auschwitz e Birkenau con molto distacco. Sono crollato al rientro, in autobus e poi in treno sono scoppiato a piangere, un pianto liberatorio e nello stesso tempo di assunzione per quella che è un'esperienza sconvolgente». 

Rientrato a casa Paolo ha deciso che anche altri ragazzi come lui dovevano fare quell'esperienza, organizzando dall'anno successivo la sezione pugliese dell'associazione Terra del fuoco e coordinando un numero sempre crescente di giovani «viaggiatori della memoria». 
«Ci torno ogni anno - spiega Paolo - con la paura ogni volta di non sentire più quel pugno nello stomaco quando varchi la soglia del campo, invece arriva, sempre anche se ogni volta è diverso. Ogni parola per descrivere le emozioni sarebbe vano, bisogna venire, per capire. Ai ragazzi che qui con me fanno il viaggio per la prima volta dico: fate tesoro di quello che vedrete vi servirà dal 16 febbraio in poi per essere ambasciatori di pace».

Non è facile scendere all'inferno e risalire, toccare con mano la follia, il dolore e la morte, ma quando lo si fa è come rinascere. Ai 700 ragazzi pugliesi in viaggio e che si aggiungono agli altri 2300 di altre province italiane è stato concesso il privilegio di guardare il bordo del baratro senza esserne risucchiati: a oltre sei milioni di ebrei, dissidenti, rom, disabili, omosessuali che nei campi sono morti, non è stato concesso.



Le foto sono dell'agenzia Luca Turi 
sul treno per Auschwitz-Birkenau

sul treno per Auschwitz-Birkenau

sul treno per Auschwitz-Birkenau
 


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