Domenica 14 Agosto 2022 | 10:53

In Puglia e Basilicata

In scena a Gallipoli una corrosiva ed esilarante Sabina Guzzanti 

10 Febbraio 2009

Sabina Guzzanti di GIUSEPPE ALBAHARI 

Il deputato di Gallipoli, onorevole Massimo D’Alema, va in scena, questa sera, nel teatro Italia. O meglio, a volere essere pignoli, sarà portato in scena da Sabina Guzzanti, essendo uno dei personaggi cui dà vita (anima e corpo, non vuole dire vita?) nel suo «Vilipendio » e che attraversano lo spettacolo quali schegge che s'infiammano di satira come frammenti di asteroide a contatto con l’atmosfera terrestre. Già il titolo della performance, d’altra parte, non è casuale: glielo ha suggerito l’accusa, poi lasciata decadere, di vilipendio nei confronti di un capo di Stato estero, alias Papa Ratzinger. 

Sul palcoscenico la showgirl (attrice satirica, blogger, regista, eccetera eccetera eccetera) ne parlerà, come parlerà del ministro per le pari opportunità Mara Carfagna, che a seguito di alcune battute pronunciate nei mesi scorsi dalla Guzzanti, le ha chiesto un milione di euro di danni (commento: «Bella donna, ma che tariffe»). Come parlerà «di tutto quello che avete propensato e non avete mai avuto il coraggio di verbalizzare - dice lei stessa - per sentire il cuore più leggero, se non altro per la durata dello spettacolo». Che è di oltre due ore e «ospita» Anna Finocchiaro, Antonio Di Pietro, Fausto Bertinotti, Vittorio Sgarbi, Bondi, Lucia Annunziata (lancio all’epoca della presidenza Rai, rilancio dopo le polemiche di «Annozero»), e così via discorrendo (o ironizzando). 

«Il travolgente sguardo comico satirico sull'Italia di oggi che riesce ad essere esilarante e spaventoso allo stesso tempo» - e sempre lei ad anticiparlo - si svilupperà tra sagacia e ironia, tra un colloquio con il pubblico e una poesia del ministro Bondi, tra parole di giustizia, di partiti, di rivoluzioni e musiche d’un rap pungente. Perché lo spettacolo, con regia firmata da Giorgio Gallione, prevede in scena tastiera e percussioni. Di tutto e di più. Come la Rai? Non è proprio il caso di dirlo: la Guzzanti è, da oltre un lustro, off-limts per le telecamere (non-solo-Rai). 

Le è rimasto il teatro come palestra d’indipendenza - «la libertà si difende esercitandola», dice - e per dimostrare «come restare liberi qualunque cosa accada». 
Sipario alle 21.
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