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In Puglia e Basilicata

Nardò: «I lampioni di piazza Salandra vanno restaurati e risistemati»

10 Febbraio 2009

lampione di Nardò, lNARDÒ - Saper vedere, anche i lampioni, fa la differenza. L’appello di Salvatore Presicce degli «Allegri spiritelli» di Forza Italia non è caduto nel voto. E’ Paolo Marzano, collaboratore di «Arching» ed esperto d’architettura a spezzare una lancia in favore dei nove lampioni a braccio di piazza Salandra, quelli che dovrebbero essere distrutti per far posto alla nuova illuminazione “radente” che arriverà insieme con la conclusione dei lavori di ribasolatura. Marzano, inoltre, ha colto nel disegno dei lampioni una chiara assonanza con le “volute” scolpite nella pietra della pregevole guglia dell’Immacolata. 
«L’ignoranza, in questo campo, è evidente: basta guardare la superficialità degli ultimi interventi», dice Marzano, «ma, intanto, la frase “saper vedere fa la differenza”, è utile a guardare, osservare, farsi emozionare è importante perché stabilisce le basi per la qualità degli interventi che si dovranno realizzare. A quanto pare», continua, «il nostro storico sindaco Salvatore De Benedittis, che amministrò la città di Nardò dal 1957 al 1962, seppe ‘vedere’, anzi farsi coinvolgere dall’intera piazza Salandra, volendo, di persona partecipare alla sua costruzione, ponendosi all’ascolto dell’architettura del singolare luogo. Lui è, infatti, il progettista dei lampioni in piazza. Il risultato, secondo me, è stato eccelso». 
lampione di Nardò
La fotografia che Marzano propone evidenzia i fregi della guglia dell’Immacolata in piazza Salandra, dai quali l’illuminato sindaco-artista si seppe far ispirare. «Leggendo l’intervento di Salvatore Presicce che riguarda la sostituzione dei lampioni di piazza Salandra», conclude l’esperto, «mi rendo sempre più conto come sia paradossale la situazione che riguarda l’arredo urbano di Nardò. Non è certo vietato proporre alternative e studiare, così, delle possibili soluzioni ma, dopo aver visto le ultime scelte, non molto riuscite ci penserei non poco: l’arredo urbano, composto da portarifiuti, panchine, lampioni, plance, parcheggi per biciclette, fioriere deve essere investito dall’atmosfera i cui è essere inserito». 
Ma in questi tempi di crisi e di gravi problemi sociali non può apparire fastidioso parlare di nove, sia pur pregevoli, lampioni? «No», conclude Marzano , «perché solo affrontando questi argomenti è possibile far partecipi i cittadini e tutta la città, per iniziare ad osservare i particolari e comprendere i motivi per cui Nardò è una delle più belle città del nostro territorio. Naturalmente auspico che i lampioni rimangano dove sono. Magari sarebbe meglio recuperarli restaurandoli da un buon fabbro della Soprintendenza». [b.v.]
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