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In Puglia e Basilicata

Bari, assenze e silenzi nel ricordo di Tatarella

di ANTONELLA FANIZZI
BARI - In prima fila siede il fratello di Pinuccio Tatarella, l’europarlamentare Salvatore. È assente invece la vedova, la signora Angiola Filipponio. È un’assenza che si fa notare, nella commemorazione ufficiale nell’aula consiliare del Comune, dell’uomo politico scomparso dieci anni fa. Spiega al telefono Filipponio: «Mi trovo a Milano insieme a Ignazio La Russa, ministro della Difesa e coordinatore nazionale di An.

09 Febbraio 2009

di ANTONELLA FANIZZI

BARI - In prima fila siede il fratello di Pinuccio Tatarella, l’europarlamentare Salvatore. È assente invece la vedova, la signora Angiola Filipponio. È un’assenza che si fa notare, nella commemorazione ufficiale nell’aula consiliare del Comune, dell’uomo politico scomparso dieci anni fa. Spiega al telefono Filipponio: «Mi trovo a Milano insieme a Ignazio La Russa, ministro della Difesa e coordinatore nazionale di An. Abbiamo presentato al Teatro Nuovo il libro dal titolo Giuseppe Tatarella: le parole dell’azione edito dalla Camera dei deputati e che raccoglie contributi di giornalisti e politici. Mercoledì sarò a Roma e venerdì a Bari al Kursaal Santalucia». Ha parole di apprezzamento per l’amministrazione comunale che ieri ha reso omaggio al ministro dell’armonia: «Ringrazio il sindaco per il tributo conferito a mio marito e che ha fatto seguito alla cerimonia liturgica di suffragio, alla quale ero presente».

Sia gli uomini di destra che di sinistra ricordano Pinuccio Tatarella. 

Il sindaco Michele Emiliano indossa la fascia tricolore: «Tatarella ha sempre lavorato per la sua terra, per il Sud. Dobbiamo imparare da un grande maestro della politica: non dobbiamo dimenticare che il Meridione, pur fra mille difficoltà, deve avere un ruolo di primo piano nel rilancio e nel progresso dell’Italia». Poi la stoccata al governo Berlusconi: «Se Tatarella fosse stato ministro della Repubblica non credo che avremmo avuto questo federalismo fiscale».


Fra i banchi della massima assemblea cittadina si riconoscono gli amici di Pinuccio (Michele Roca, capogruppo di An alla Provincia; i senatori del Pdl Luigi D’Ambrosio Lettieri e Salvatore Mazzaracchio, fra gli altri), gli assessori della giunta Emiliano (Emanuele Martinelli, Susi Mazzei, Gianni Giannini), l’onorevole del Pd Cinzia Capano.

In sala c’è il candidato sindaco del Pdl, l’onorevole Simeone Di Cagno Abbrescia, che però non prende la parola: «Non sono stato inserito fra gli interventi programmati - dice a margine della manifestazione - e ho ritenuto opportuno restare in silenzio perché ho avuto l’onore di testimoniare il mio affetto per Pinuccio in varie occasioni». Il suo legame con Tatarella è antico: «Nel 1994 mi chiese di far parte della sua squadra. Ero stato avvicinato pure da esponenti di spicco del centrosinistra, ma ho declinato l’invito non condividendo le ideologie estremiste. Pinuccio ebbe ragione: vincemmo le elezioni, io diventai sindaco e lui scelse di ricoprire l’incarico di assessore alla Cultura».


Dell’amore per Bari e dell’impegno per la sua città d’adozione (Tatarella nacque a Cerignola) parla al pubblico Massimo Posca (An), vicepresidente del consiglio comunale: «Trovava il tempo per ognuno di noi, giovani alle prime armi. Ha sempre guardato oltre. È stata sua l’idea del Capodanno in piazza: nessuno era a favore, ma la storia gli ha dato ragione».


Il coinvolgimento delle piazze, caro al centrosinistra, secondo Tommy Attanasio, coordinatore provinciale di An, si deve a Tatarella: «È stato il primo a credere nei forum e nella forza delle associazioni».

Arriva dal presidente della Camera, l’onorevole Gianfranco Fini, il saluto del Parlamento ed è Emiliano che legge la lettera: «Tatarella, sostenitore del bipolarismo compiuto, possedeva una grande capacità di guardare lontano. Assertore di un meridionalismo fattivo e concreto, si è battuto affinché il Mezzogiorno fosse messo in grado di raggiungere con le proprie forze le grandi mete del progresso sociale nel quadro del più generale sviluppo del Paese».


Giuseppe Valentino, senatore di Alleanza nazionale, racconta il lato umano di Tatarella, «uomo leale e grande mediatore».


Conclude il sindaco Emiliano: «Tatarella ha lavorato al dialogo. Credo che questa intesa fra forze politiche avversarie debba essere perseguita. Condividere gli obiettivi non significa creare un partito del sud, ma la Puglia sta dimostrando la capacità di superare gli steccati ideologici per il bene della collettività. Destra e sinistra possono operare all’unisono in difesa del Meridione e delle istituzioni».

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