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In Puglia e Basilicata

Coldiretti: è calamità naturale per agricoltura

Roma – E' necessario avviare le procedure di delimitazione dei territori e di verifica dei danni per consentire la dichiarazione di calamità naturale per l'agricoltura nelle regioni colpite dal maltempo. È quanto afferma la Coldiretti in rfierimento alle forti piogge che hanno interessato colpito i territori delle regioni del nord, centro e sud.

08 Febbraio 2009

Roma – E' necessario avviare le procedure di delimitazione dei territori e di verifica dei danni per consentire la dichiarazione di calamità naturale per l'agricoltura nelle regioni colpite dal maltempo. È quanto afferma la Coldiretti in rfierimento alle forti piogge che hanno interessato colpito i territori delle regioni del nord, centro e sud.

 Nel 2009 in Italia – sottolinea la Coldiretti - è raddoppiata in media la pioggia caduta con le campagne in tilt per danni alle coltivazioni, frane e smottamenti sul territorio. L’Osservatorio agroclimatico dell’Ucea – precisa la Coldiretti – ha registrato nel mese di gennaio in Italia una precipitazione cumulata superiore dell’82,3 per cento rispetto alla media dello stesso mese nel periodo 1971-2000. 

Una situazione che fa seguito peraltro – sottolinea la Coldiretti - ad un dicembre 2008 che ha mostrato una tendenza analoga con le precipitazioni che sono state superiori del 92,3 per cento rispetto alla media dello stesso mese, anche se valori più elevati si erano registrati al centro nord. Il maltempo ha provocato gravi danni e disagi nelle campagne dove sono saltate le semine per il grano destinato alla pasta Made in Italy con un calo degli investimenti destinato a superare, il 20 per cento rispetto allo scorso anno.

 La pioggia e la neve - sottolinea la Coldiretti – hanno reso inaccessibili i terreni per le normali lavorazioni e le necessarie risemine. Ad essere colpite dal maltempo sono state molte regioni dallla Liguria alla Toscana, dalla Puglia alla Sicilia fino in Calabria e la Basilicata. Le precipitazioni temporalesche persistenti confermano la sempre più elevata frequenza di eventi estremi che sono una espressione dei cambiamenti climatici in atto che mettono in pericolo la sicurezza del territorio nazionale, dove sette comuni italiani su dieci sono interessati dagli oltre 21mila chilometri quadrati di territorio nazionale considerato a rischio per frane e alluvioni.

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