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Turi, indulgenza per S. Oronzo
forse visita del Papa per Giubileo

Il santo è uno dei primi martiri della chiesa cattolica: fu decapitato. La sua testa si trova in una cattedrale di Zara, in Croazia.

Turi, concessa indulgenzaGiubileo per Sant'Oronzosperando nella visita del Papa

VALENTINO SGARAMELLA

BARI - Papa Francesco ha concesso l’indulgenza plenaria e la possibilità di celebrare il giubileo oronziano in memoria dei 1950 anni dal martirio di Sant’Oronzo, patrono di Turi. La cittadina in provincia di Bari ogni anno celebra il martire dal 25 al 28 agosto. «La comunità cristiana turese - spiega l’arciprete don Giovanni Amodio - desidera ardentemente che giungano a Turi le reliquie del Santo che attualmente sono venerate nella cattedrale di Sant’Anastasia a Zara, in Croazia». In una teca, infatti, è custodita e venerata la testa di Sant’Oronzo. L’anno giubilare avrà inizio ufficialmente, come stabilito dal Pontefice, il 3 dicembre con un pellegrinaggio dalla Chiesa madre sino alla grotta ove oggi sorge una chiesa che i cittadini di Turi chiamano «il cappellone».

Da quel giorno, come stabilito dal decreto pontificio, avrà inizio l’anno giubilare oronziano che si concluderà il 28 ottobre 2018. «Stiamo organizzando una serie di eventi fino ad agosto 2018, con convegni, dibattiti e celebrazioni religiose con presenze assai significative», preannuncia l’arciprete. La sacra reliquia sarà portata in processione nel corso della festa patronale del 2018 che sin da ora si preannuncia come un evento grandioso. «Basti pensare che l’occasione rende Turi città privilegiata da questo punto di vista - dice con gioia don Giovanni - tenuto conto che Sant’Oronzo è anche patrono di città importanti di Puglia come Ostuni e Lecce».

Don Giovanni non si sbilancia, ma si può intuire che la sua massima aspirazione sarebbe la visita di Papa Francesco a Turi, magari dopo l’arrivo delle reliquie dalla Croazia.

Nel 2018 saranno, dunque, 1950 anni dal martirio di Sant’Oronzo, avvenuto a Lecce il 26 agosto del 68 dopo Cristo mediante decapitazione. Il Santo, dunque, è uno dei primi martiri della chiesa cattolica. Nei documenti storici in possesso dell’arciprete si ripercorre l’intero cammino di vita spirituale del Santo e le vicende che hanno caratterizzato i secoli seguenti. Secondo una testimonianza del vescovo di Vico Equense, Paolo Regio, risalente al 1592, tutto ha inizio quando l’apostolo Paolo da Corinto invia Giusto sul litorale leccese per la predicazione. Un giovane di famiglia patrizia, Oronzo, si converte e viene battezzato da Giusto. Da quel momento, la vita di Oronzo si trasforma e diventa un predicatore cristiano che riesce a convertire altre persone. Oronzo viene nominato vescovo di Lecce. Tuttavia, perseguitato dall’impero romano, è costretto a trovare rifugio in una grotta immersa in una fitta boscaglia proprio a Turi. In quella grotta predica ed amministra l’Eucaristia negli anni della persecuzione. All’alba del 26 agosto del 68, Giusto e Oronzo sono decapitati dai soldati romani dell’imperatore Nerone.
Nel capoluogo salentino sono sorte due chiese dedicate a San Giusto e Sant’Oronzo. In epoca successiva, a seguito delle invasioni barbariche, il vescovo di Lecce fugge a Siponto portando via dalla chiesa leccese la reliquia del Santo. Da Siponto, si imbarca Salona, l’attuale Spalato, città dalmata e da qui a Zara dove è tuttora ospitata nella chiesa di Sant’Anastasia.

Trascorrono i secoli. Tra i miracoli che i cristiani ricordano, c’è quello di avere interrotto una terribile siccità nel 1627, proprio il giorno della sua morte, il 26 agosto. Nel 1726, a Turi un religioso, Frà Tommaso da Carbonara, ha la visione del Santo, proprio nella sacra grotta turese, lungo la via per Rutigliano. Il Santo gli ordina di trasformare quel luogo nella sua casa, portando una croce. Da allora, ogni anno la sera del 25 agosto ci si reca in processione alla grotta e in quel luogo è stata eretta una chiesa.
Ed ora ha inizio, per concessione del Papa, un lungo anno di celebrazioni che culminerà con l’arrivo della sacra reliquia del Santo da Zara durante la festa patronale del 2018. Un evento che sarà memorabile per l’intera cristianità.

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