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In Puglia e Basilicata

Tedesco indagato, Vendola  nomina Fiore alla Sanità

Tedesco indagato, Vendola  nomina Fiore alla Sanità
L’assessore alla Salute della Regione Puglia si è dimesso dopo aver appreso di essere indagato per corruzione. Al suo posto è stato nominato Tommaso Fiore (nella foto). L'indagine coinvolgerebbe una quindicina tra imprenditori, direttori generali di Ausl pugliesi e funzionari dell’assessorato
• Oggi il passaggio di consegne
• Tedesco: non credo ai complotti
• Vendola: «Ho fiducia nella procura»
• Frisullo: dimissioni gesto esemplare

07 Febbraio 2009

Ldi LUCA NATILE 

BARI - Le mani sulla sanità. Una torta da spartire. Tra appalti, convenzioni e rimborsi a privati. Un business finito nel mirino della Direzione distrettuale antimafia che ha iscritto nel registro degli indagati tra gli altri l'assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Alberto Tedesco (Pd), di 60 anni, nell’ambito di u n’inchiesta sul sistema dei pagamenti e dei rimborsi legati alla fornitura di servizi e prodotti. Dopo aver appreso di essere sotto inchiesta l’assessore Tedesco, ieri sera si è dimesso. Al suo posto il presidente della Regione, Nichi Vendola ha nominato assessore il medico anestesista barese Tommaso Fiore. 
A quanto pare l’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo provinciale e coordinata dal sostituto procuratore antimafia Desirée Digeronimo, vedrebbe coinvolti una quindicina tra imprenditori (taluni considerati vicini a Tedesco), direttori generali di Ausl pugliesi e funzionari dell’assessorato alla Sanità, tutti iscritti nel registro degli indagati.

I reati ipotizzati sono associazione per delinquere e corr uzione. Sulla vicenda viene mantenuto un riserbo molto stretto, ma da alcune indiscrezioni, peraltro confermate da fonti investigative, risulterebbe che sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti siano finite in particolare le prestazioni di riabilitazione domiciliare eseguite da una società privata che opera nel territorio della sesta provincia pugliese, la Barletta- Andria-Trani. Grazie ai servizi offerti, il fatturato della società – secondo un’inter rogazione presentata nei mesi scorsi dal consigliere regionale di Alleanza nazionale Nino Marmo, riferita non all’operato dell’assessore Tedesco ma a quella della Ausl competente per territorio - sarebbe lievitato in maniera abnorme negli anni 2007 e 2008, superando i limiti fissati dalle leggi per il tipo di prestazioni offerte. Gli inquirenti ritengono inoltre di aver raccolto numerosi elementi che parrebbero provare l’esi - stenza di un sistema di abusi e irregolarità esteso a diversi settori e attività sanitarie. A quanto pare il lavoro dei detective del Nucleo investigativo è agli sgoccioli. Gli indagati dovrebbero essere raggiunti a breve dagli inviti a comparire per rendere testimonianza, in ocacsioen delle quali la Procura di Bari contesterà le ipotesi di reato già formulate. 

Nel corso delle indagini i carabinieri hanno acquisito una serie di atti dall’ente regionale che sono entrati a far parte del fascicolo di inchiesta insieme alle intercettazioni telefoniche che documentano le conversazioni avvenute tra gli indagati. Dialoghi e conversazioni nei quali la Dda si è «imbattutta » mentre indagava sugli appalti affidati e sugli atti amministrativi adottati negli ultimi anni per lo smaltimento dei rifiuti urbani nella discarica del comune di Altamura. Le ipotesi di reato in quella vicenda ancora aperta, sono di associazione mafiosa, corruzione, abuso e falso. Altri riscontri sono stati raccolti nel corso di una seconda attività investigativa incentrata sulla raccolta e lo smaltimento di rifiuti ospedalieri gestiti dalla stessa società che amministra la discarica altamurana. Proprio intercettando utenze telefoniche di persone coinvolte nelle indagini appena citate il pm Digeronimo sarebbe arrivato ai vertici dell’as - sessorato pugliese alla Salute e agli imprenditori finiti nel registro degli indagati. La prima inchiesta su Altamura è a carico di u n’ipotetica associazione mafiosa, Per questo il pm ha ipotizzato per il caso che coinvolge anche Tedesco l’aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa. Una aggravante - secondo indiscrezioni - destinata a cadere.

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