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In Puglia e Basilicata

«L’Ilva può ridurre l’inquinamento»

«L’Ilva può ridurre l’inquinamento»
La Regione Puglia: non concederemo proroghe all’azienda per adeguare gli impianti. «Non c’è alcuna incompatibilità tra la legge regionale anti-diossina e gli interventi predisposti dalla stessa Ilva»
• «La Regione ha la colpa di aver interrotto il dialogo con Riva»
• L'analisi: è possibile salvare ambiente, azienda e città
• Debacle cassa integrazione, a rischio altri 800 lavoratori Ilva

07 Febbraio 2009

TARANTO - Non c'è alcuna incompatibilità tra la legge regionale dello scorso dicembre sui limiti delle emissioni di diossina e furani delle industrie e gli interventi predisposti a suo tempo dall’Ilva di Taranto per ridurre le stesse emissioni. E’ il contenuto di un documento che l'assessorato all’Ecologia della Regione guidato da Michele Losappio ha consegnato alla commissione nazionale Ippc-Aia, organo tecnico- consultivo che si occupa di prevenzione e controllo integrato delle emissioni inquinanti in previsione del rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale alle industrie. Il documento è stato inviato anche al ministero dell’Ambiente. Nel documento la Regione ribadisce la necessità che «l’Ilva operi da subito anche con accorgimenti di carattere transitorio per abbattere le emissioni di diossina». Tale richiesta «sperimentata sul campo in contraddittorio con Arpa nel 2008 con l’addizione di urea, è stata più volte avanzata e ribadita dalla Regione al ministero dell’Ambiente». 

Di conseguenza la Regione «non vede la necessità di concedere all’azienda ulteriori tempi per l'adeguamento degli impianti ed esclude che l’esecuzione di tali interventi possa incidere sui contenuti e tempi della procedura Aia». E interviene anche Aldo Pugliese, segretario regionale Uil, per dire che l’Ilva di Taranto «dovrebbe capire che la riduzione delle emissioni di diossina serve innanzitutto a se stessa». Pugliese sostiene che l'azienda «adesso ha 13 settimane di tempo, a partire dal 2 marzo, per adeguarsi, visto che ha deciso di prorogare la cassa integrazione ai lavoratori». Secondo Pugliese, l’Ilva, da quando è stata privatizzata nel 1995, «ha avuto tutto il tempo necessario per poter procedere all’abbassamento delle emissioni inquinanti, non solo quelle della diossina». Invece «caparbiamente l’azienda ha sempre inteso agire di testa sua senza mai accettare le proposte e le richieste del sindacato e delle istituzioni. Dal primo anno - sottolinea Pugliese - fino al 2008 ha realizzato utili miliardari. Quindi, non sussistono problemi di natura economica, eppure non è accaduto nulla». Pugliese critica anche l’atteggiamento del ministro Stefania Prestigiacomo. «Si adoperi per reperire le risorse necessarie alla bonifica del territorio tarantino».

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• L'analisi: si può salvare azienda e città
• Debacle cassa integrazione, a rischio altri 800 lavoratori Ilva
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