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In Puglia e Basilicata

Mola di Bari, un piccolo orto per sentirsi uguali ai «normali»

E’ l'iniziativa promossa dai Comuni di Mola di Bari, Noicattaro e Rutigliano (fanno parte del Distretto socio-sanitario 6 della provincia di Bari) che hanno puntato sulla bioagricoltura come strumento per combattere il disagio degli utenti dei centri di salute mentale. Grazie alla collaborazione dei giovani cooperatori di «Nuovi sentieri» di Bari

07 Febbraio 2009

lMOLA DI BARI - Nell’orto bio-solidale, gli «ultimi» trovano riscatto. E’ l'iniziativa promossa dai Comuni di Mola di Bari, Noicattaro e Rutigliano (fanno parte del Distretto socio-sanitario 6 della provincia di Bari) che hanno puntato sulla bioagricoltura come strumento per combattere il disagio degli utenti dei centri di salute mentale. Grazie alla collaborazione dei giovani cooperatori di «Nuovi sentieri» di Bari, gli utenti realizzeranno in un terreno agricolo di proprietà comunale in contrada Spinazzo, una serra per la produzione di colture biologiche, in particolare il pomodoro ciliegino, molto richiesto sul mercato, oltre alle tipiche colture orticole di Mola, che verranno successivamente commercializzate. 

Quella che sta nascendo, dunque, non è solo una esperienza di recupero ma una vera e propria impresa che, alla fine della sperimentazione, conti alla mano, potrà dimostrare se utenti e cooperatori potranno attivare un’azienda e sviluppare la vendita diretta dei prodotti. Finanziato dal piano sociale di zona (è la piattaforma che regola la rete dei servizi sociali sul territorio) e dal Centro di salute mentale della Asl per un importo di 140mila euro, «l'intervento - spiega Luigi Caccuri, coordinatore dell’Uf ficio del piano sociale di zona - vedrà il coinvolgimento di dieci soggetti portatori di disturbo mentale e grave disagio psico-sociale, allo scopo di favorirne la riabilitazione e il reinserimento socio-lavorativo. 

La sperimentazione avrà una durata di 18 mesi ed intende favorire la creazione di un ambiente di apprendimento e di lavoro positivo, attraverso la formazione di operatori agricoli esperti in orticoltura in serra e il loro successivo inserimento nel mondo del lavoro». I soggetti portatori di disturbo mentale e disagio psico-sociale sono sovente vittime di situazioni familiari e sociali molto difficili. Favorirne la socializzazione, attraverso l’acquisizione di abilità lavorative in grado di garantire loro entrate economiche provenienti da un lavoro e non da interventi assistenziali, mantenere questi pazienti nel loro luogo abituale, certamente aiuta al rafforzamento dell’autostima, stimolando anche le attitudini non ancora espresse. Il tentativo avviato è dunque straordinario. Per riuscire negli intenti, i tre Comuni si avvarranno della collaborazione della Cooperativa sociale «Nuovi sentieri», il cui presidente, Fr anco Maf fei, ha sottoscritto a Palazzo di città, l’accordo con il coordinatore Luigi Caccuri ed il responsabile del Centro di salute mentale Alfredo Sgaramella. [ant.gal.]
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