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In Puglia e Basilicata

Aeroporti di Puglia crolla traffico -10%

Aeroporti di Puglia crolla traffico -10%
A Bari è crollo delle destinazioni nazionali, mentre i voli extra-Italia crescono del 12,9%, ma a Brindisi si sono dimezzati anche i voli internazionali (-40%). L'amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola: «Proveremo ad attrarre nuove compagnie»

06 Febbraio 2009

BARI - Gli ultimi scampoli di incertezza sul destino di Alitalia e i gravi disservizi di Myair (soprattutto su Brindisi) hanno prodotto un gennaio disastroso per gli aeroporti pugliesi. I primi dati di traffico, che saranno ufficializzati oggi, parlano di un -10% di passeggeri rispetto a 12 mesi fa: è la peggiore performance degli ultimi tre anni. La situazione, insomma, non è rosea: fanno eccezione soltanto i voli internazionali su Bari, che guadagnano quasi il 13%. E ora sono attese in Puglia le scosse di assestamento prodotte dal nuovo assetto Alitalia. Le società che gestiscono i principali scali italiani (Fiumicino e Malpensa) si sono ritrovate con forti esuberi nei servizi di terra in seguito alla nascita della nuova compagnia: e lo stesso problema si proporrà, presto o tardi, su Bari e Brindisi, dove AdP sta per perdere l’handling dei voli Air One: l’unica speranza per mantenere gli attuali posti di lavoro nei servizi di terra è che cresca il traffico, con l’attivazione di nuovi voli da parte di compagnie non-Alitalia. Ma su questo fronte l’anno non è cominciato bene, come dimostrano i dati: preoccupa, in particolare, il -39,2% di passeggeri internazionali a Brindisi, che pure oggi ha un numero di voli extra-Italia maggiore rispetto a 12 mesi fa. Un anno fa le uniche destinazioni erano Londra (Ryanair) e Zurigo (Helvetic), oggi oltre Londra ci sono Ginevra, Parigi (Myair) e Memmingem (Tuifly). L’andamento del volo Ryanair è ormai stabile, mentre i collegamentiMyair (che sono finanziati con soldi pubblici) a gennaio hanno funzionato a singhiozzo: ed evidentemente, a giudicare dai numeri, ai passeggeri non piacciono. 

Ieri è tornato a parlarne anche Domenico Di Paola, intervenuto in aeroporto a una presentazione organizzata da Netjets Europe: la più grande compagnia di voli privati del mondo ha proposto i propri servizi di trasporto aereo a un centinaio di vip pugliesi, incontrando molto interesse. «Non è solo la Puglia che soffre dal ridimensionamento operato da Cai rispetto ai collegamenti precedenti di Alitalia e Air One», ha detto l’amministratore unico di AdP, secondo cui le difficoltà riguardano soprattutto le prosecuzioni internazionali: «Dalla Puglia abbiamo perso alcune destinazioni che prima erano raggiungibili cambiando un solo aereo, vedi ad esempio Copenaghen e Lisbona. Il problema, ad esempio, è che una volta arrivati con Alitalia da Bari a Roma, il volo da Roma a Lisbona non è in code-share. Con tutto quello che ne deriva in termini di tempo». 

E mentre il centro-destra con Massimo Cassano chiede alla Regione di «fare la sua parte» avviando la privatizzazione di Adp e dell’Acquedotto, Aeroporti di Puglia sta provando a immaginare delle soluzioni. «Stiamo per pubblicare uno studio che fa vedere in maniera precisa quali sono le differenze tra l’Alitalia di oggi e quella di ieri». E poi? «Dovremo rispondere sul piano commerciale, con una strategia di consolidamento ma anche di attrazione di altri vettori che possano coprire le rotte su cui non ci sono più collegamenti». Di Paola fa notare che offerte come quelle di Netjets «possono essere un’al - ternativa per le grandi aziende locali». 

Quello dei servizi privati è del resto un mercato effervescente: negli scorsi giorni ha cominciato a operare su Bari un’al - tra compagnia di aerotaxi, a 2.000 euro per ora di volo. Nel frattempo, è definitivamente tramontato il progetto Sky One, la compagnia che avrebbe voluto operare da Bari voli business a basso prezzo per New York e Miami. I voli dovevano partire a gennaio, insieme all’apertura a Bari di un centro di manutenzione. Che è successo? Di Paola non lo dice. Ma se anziché di aerei stessimo parlando di poker, beh: diciamo che era tutto un bluff. [m.scagl.]
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