Domenica 14 Agosto 2022 | 02:44

In Puglia e Basilicata

Bari, il racket «spegne» la città 30 sabotaggi in pochi giorni

Bari, il racket «spegne» la città 30 sabotaggi in pochi giorni
Da quattro giorni, la città è «ostaggio» di una banda specializzata in black out. Da Torre a Mare a Palese o Santo Spirito, passando per il centro città, continuano a verificarsi improvvise interruzioni della pubblica illuminazione. Non singole strade, ma interi quartieri finiscono al buio «grazie» all’intervento di mani esperte
• Un «affare» da 15 milioni tra molte dispute
• Ombre per il vertice italo-russo

06 Febbraio 2009

di NICOLA PEPE 

cavi elettrici tranciatiBARI - Non è un atto di vandalismo né una bravata. Se vedete intere strade al buio, non è colpa del Comune che non ha pagato la bolletta. Né di un difetto nella manutenzione. Da quattro giorni, la città è «ostaggio» di una banda specializzata in black out. Da Torre a Mare a Palese o Santo Spirito, passando per il centro città, continuano a verificarsi improvvise interruzioni della pubblica illuminazione. Non singole strade, ma tavolta anche interi quartieri finiscono al buio «grazie» all’intervento di mani esperte. Da lunedì a ieri, l’azienda che si occupa della manutenzione della pubblica illuminazione, ha registrato una trentina di sabotaggi. L’ultimo, in ordine di tempo, si è verificato mercoledì sera nei quartieri Murat e Libertà lasciando al buio parecchie strade, creando non pochi disagi alla cittadinanza e destando allarme per la sicurezza. 

Quel che preoccupa è che ad agire è personale qualificato: si tratta di persone (non può trattarsi di un sabotatore solitario) che agisce con precisione infallibile poiché sa quando e dove colpire per creare problemi al sistema della pubblica illuminazione. E la frequenza dei sabotaggi, purtroppo, conferma una grande vulnerabilità della rete che non è «assistita» da un cervellone in grado di individuare subito eventuali danne ggiamenti. 

Il sabotaggio viene scoperto sempre all’imbrunire dopo le numerose telefonate di protesta che arrivano al call center dell’Urp del Comune o al comando della Polizia municipale. Ma come avvengono i sabotaggi? Prima di tutto, la banda non agisce in maniera estemporanea ma colpisce quei «quadri» di comando ritenuti strategici. In città, infatti, vi sono oltre 400 cabine che governano il sistema di pubblica illuminazione: di questa, una buona metà riesce a controllare più cabine che abbracciano una fetta di territorio più vasta. Di qui la convinzione che ad agire siano persone che, oltre ad essere esperte, conoscono esattamente i punti deboli del sistema. 
cavi elettrici tranciati
L’altra sera, ad esempio, a Torre a Mare è tornata la luce dopo cinque giorni di buio: in molti, evidentemente, pensavano si trattasse di un problema transitorio. La soluzione è arrivata grazie al provvidenziale intervento di una pattuglia di vigili che è stata fermata da alcuni commercianti: i due agenti sono stati «aggrediti» verbalmente dagli operatori che lamentavano l’assenza di luce. In poco tempo è stato svelato il mistero: contattata la ditta che si occupa della manutenzione della pubblica illuminazione, è stato accertato che ignoti avevano aperto la porta della cabina elettrica e avevano letteralmente disattivato gli interruttori.

A spiegare le tecniche dei sabotaggi è Gaetano Introna, direttore tecnico di cantiere della «Innovazione e tecnologie» la ditta di San Pietro al Tanagro (Salerno) si è aggiudicata l’appalto del Comune. «Nella maggior parte dei casi - precisa - i danneggiamenti avvengono con taglio di cavi dell’alimentazione, o addirittura attraverso l’aspor tazione dei timers di accensione. Così facendo - spiega - salta la fase di accensione, quindi le lampade non si accendono mai». 
E ancora: altra tecnica devastante - perché provoca maggiori danni - consiste nel tagliano i fili della cosiddetta corrente neutra in uscita dal quadro. «Di conseguenza - prosegue Introna - alle lampade arriva una tensione di 380 volt, anziché 220, e quindi si danneggiano lampade ed elementi accessori. Anzi, alcuni organi illuminanti si sono persino incendiati». Gli episodi sono stati denunciati ai Carabinieri di Santo Spirito. Ma non si tratterebbe di episodi isolati. Ora si stanno verificando in modo più sistematico «ma altre denunce sono state fatte nei mesi precedenti». Sul movente non si esclude l’ipotesi di una rappresaglia di altre imprese.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725