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In Puglia e Basilicata

Ciak a Leverano per «C'era una volta una pista di volo»

06 Febbraio 2009

di GIOVANNI GRECO 

Le gloriose vicende del piccolo aeroporto di Leverano comprese tra il '43 e il '45 e le coraggiose incursioni aeree dei piloti italiani a bordo di piccoli caccia contro l’esercito nazista, diventano un film. A dirigerlo sarà un maestro della cinematografia italiana, Giuseppe Ferrara che ieri, nel corso di un incontro ne ha illustrato il contenuto. Col regista c'erano Fabio Frisenda dalla cui idea sono nati soggetto e sceneggiatura; il sindaco di Leverano Cosimo Durante; l’as - sessore provinciale alla Cultura, Aurelio Gianfreda; il vice presidente ed il direttore di Apulia Film Commission, rispettivamente, Luigi De Luca e Silvio Maselli; l’istruttore della pista di volo nonché memoria storica dell’aeroporto, Antonio Marinone; Massimo Muci e Gaetano Papadia, autori di un volume sull'aeroporto; ed il collezionista di modellismo Pietro Traldi che metterà a disposizione del regista la sua collezione di uniformi d’e poca. Per esigenze di copione il primo ciak sarà battuto a giugno e le riprese, in digitale, dureranno due settimane. Saranno girate a colori quelle per il presente e in bianco e nero quelle per il passato. 

Già individuata la location principale, cioè la pista di volo essendo quella originale attualmente ricoperta di floridi vitigni dei conti Zecca. Sarà utilizzato un campo nei pressi di Vernole, oppure un altro presso Oria. Il cast scelto sarà tutto pugliese: venti tecnici e oltre un centinaio saranno le comparse. Titolo provvisorio: «A Leverano, c'era una volta una pista di volo». Finanziato con 40mila euro dall’Apulia Film Commission, con il contributo della Provincia di Lecce, e del Comune di Leverano oltre ad un istituto bancario del posto, il film scandirà gli avvenimenti secondo una logica temporale che inizia dalla nascita della pista di volo e al periodo tedesco, seguito dal bombardamento alleato che semidistrusse la base e dalla cacciata dei tedeschi. Non mancheranno i riferimenti alla pista come punto strategico dell’Italia che si libera dal nemico nazista, alla scuola di volo e al contributo alla guerra di liberazione, fino all’abbandono della pista e alla nascita del mito dell’aeroporto fantasma. 

«La fiction intesa come ricostruzione della cronaca», ha detto Ferrara, regista di pellicole come «Il sasso in bocca», «Cento giorni a Palermo », «Il caso Moro«, per citarne alcune. «Il film - ha proseguito - sarà un misto di fiction, di ricostruzione della cronaca e di riprese dal vero in stile documentario. Ci serviremo di testimonianze, cinegiornali, materiale di repertorio compresi quelli fotografici. In questa ricostruzione, si potrà constatare come anche nel più profondo sud d’Italia si sono avuti episodi di resistenza alle forze naziste tra cui l’eroica impresa del colonnello Messina che senza sparare un solo colpo circondò il presidio tedesco costringendolo alla resa».
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