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spazzata via dal vento

Viveva in una tenda a Cerignola
migrante muore di freddo

migranti

CERIGNOLA (FOGGIA) - Era arrivato in Italia a bordo di uno dei tanti natanti che percorrono la rotta dei viaggi della speranza. Il suo sogno di una vita migliore, però, non è andato oltre una vita fatta di elemosina e miseria: ha dormito prima in auto, poi sulle panchine di un ospedale, infine in una tenda da campeggio che l’altra notte, quando la Puglia è stata sferzata da venti freddi che soffiavano fino a 100 Km/h, è stata spazzata via. Sono stati gli abitanti di Borgo Tre Titoli, alla periferia di Cerignola, a trovare il ghanese ansimante e rannicchiato per strada. Hanno chiamato i soccorsi, ma la corsa in ospedale è stata vana. Daniel Mensah è morto per ipotermia.

Daniel era affetto da diabete, una malattia che non aveva mai curato come si deve e che gli aveva pregiudicato quasi totalmente l’uso di una gamba. Tutti i giorni - spiegano gli attivisti del Pd di Cerignola che conoscono la sua storia - prendeva l’autobus per recarsi in ospedale dove veniva medicato e assistito. Concluse le medicazioni, si fermava all’ingresso del nosocomio per chiedere l’elemosina. A fornirgli vestiti e cibo ci pensavano suor Paola, la curia vescovile e tanti volontari. Il suo primo rifugio era stata un’automobile vecchia e malconcia, ma un giorno la vettura è stata rimossa e lui ha dovuto trovare una dimora alternativa. Daniel ha deciso di rifugiarsi nell’ospedale di Cerignola dove passava ore per terra, tra i corridoi e dormiva sulle panchine presenti all’esterno degli ambulatori. Una situazione insostenibile e igienicamente inaccettabile.

Il Comune di Cerignola, però, non è stato a guardare. L’ha ospitato nella struttura 'Manfredi e Soliminè, ma poco dopo, però, il ragazzo è tornato a Borgo Tre Titoli accampandosi in rifugi di fortuna. Nel mese di giugno è stato ricoverato presso l'ospedale Tatarella e, dopo essere stato dimesso, ha trovato ospitalità nel centro di accoglienza 'San Giuseppè. Anche in questo caso Daniel ha lasciato la struttura. Alcuni volontari, nei giorni scorsi, l’hanno rivisto a Borgo Tre Titoli. Forse in vista della perturbazione meteo, hanno installato una tenda da campeggio nella quale Daniel ha trovato riparo. Il vento fortissimo di questi giorni, però, ha smantellato la tenda facendola volare via. Daniel non ha avuto neppure la forza di rincorrere il suo 'tettò. La sua gamba malconcia non gliel'ha permesso. Ha preferito rannicchiarsi e aspettare l’arrivo del mattino. Purtroppo il freddo e la malattia non gli hanno dato scampo. Daniel è morto di freddo.

«La sua storia - secondo il Pd cerignolano - bussa alla coscienza di tutti noi e racconta l’incapacità di un sistema a prendersi cura delle persone più fragili». «La morte di Daniel Mensah ha colpito tutti noi e ci deve far riflettere, ma non permetto a nessuno di fare sciacallaggio politico», replica l'assessore comunale alle Politiche sociali, Rino Pezzano.

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