Sabato 25 Maggio 2019 | 13:15

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I beni di Luigi Pesce

Andria, confisca definitiva
per la roccaforte del clan

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ANDRIA - E’ diventata definitiva la confisca, nei confronti del capo clan Luigi Pesce di 66 anni, di un appartamento, compresi gli arredi, nel cuore antico della città, al primo piano di una palazzina indipendente, composto da 13 stanze, per una superficie totale di 300 metri quadrati e un valore di 500 mila euro circa. L’immobile, secondo gli investigatori, era la roccaforte del clan Pesce-Pistillo, usato come quartiere generale delle attività del clan: il controllo e la custodia delle armi e della droga, spacciata nelle vie limitrofe, un territorio definito come 'occupato militarmentè da pusher e vedette. Confisca diventata inappellabile dopo che la Corte di appello di Bari aveva confermato quanto disposto dal tribunale del capoluogo di regione.

La roccaforte, intestata a prestanome ma riconducibile a Luigi Pesce, è situata nel centro storico di Andria, ad angolo fra via Santa Chiara e piazza Manfredi; era stata sottoposta a sequestro nel 2014 ed era stata confiscata l’anno successivo, su disposizione del tribunale di Trani. Si tratta di un bene del valore di circa 500.000 euro, sul quale la famiglia Pesce - Pistillo ha perso la facoltà d’uso, anche degli arredi, perché la corte di appello di Bari ha confermato quanto disposto dal Tribunale di Trani, ossia l’assoluta sproporzione tra il valore dei lavori di ristrutturazione effettuati nell’appartamento da Luigi Pesce e la capacità di reddito dichiarata, di quest’ultimo e dei suoi familiari.

Luigi Pesce, destinatario del provvedimento di confisca, è attualmente detenuto in quanto condannato in primo grado per associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

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