Martedì 16 Agosto 2022 | 15:49

In Puglia e Basilicata

Uilm chiede incontro  al Governo su Ilva

Uilm chiede incontro  al Governo su Ilva
In una lettera inviata al sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, infatti, Mario Ghini, segretario nazionale dei metalmeccanici della Uil, ha chiesto un incontro urgente in merito alla vicenda del sito siderurgico pugliese e “alla situazione che potrebbe venirsi a creare nelle prossime settimane mettendo a serio rischio la sopravivenza dello Stabilimento stesso”
• Ilva a Taranto, la crisi più brutta: da marzo in Cig altri 4.500

05 Febbraio 2009

ROMA - La Uilm prende posizione a livello nazionale dopo dopo l’approvazione della legge regionale della Puglia che fissa tempi e parametri più restrittivi rispetto a quelli della normativa europea per l’emissione delle diossine, ponendo problemi ai fini del rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), indispensabile per la prosecuzione dell’attività dello stabilimento Ilva di Taranto. 

In una lettera inviata al sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, infatti, Mario Ghini, segretario nazionale dei metalmeccanici della Uil, ha chiesto un incontro urgente in merito alla vicenda del sito siderurgico pugliese e “alla situazione che potrebbe venirsi a creare nelle prossime settimane mettendo a serio rischio la sopravivenza dello Stabilimento stesso”. Nella missiva alla Presidenza del Consiglio la Uilm premette che “ è necessario intervenire tempestivamente con tutti i mezzi e con le migliori tecnologie oggi disponibili per ridurre al massimo l’impatto ambientale che Ilva ha sul territorio”, ma fa presente anche che “la richiesta di un incontro urgente è motivata dal fatto che, il primo termine previsto dalla Legge Regionale è il 1° aprile p.v. e, nel caso in cui rimangano fermi i valori di emissione previsti, il Ministro ci ha comunicato che non potrà concedere l’ autorizzazione all’attività industriale del Sito”. Osserva Ghini nella sua lettera: “Verrebbe quindi messa in discussione la sopravvivenza dello Stabilimento Ilva di Taranto che oggi conta di oltre 25.000 lavoratori tra diretti, indiretti e indotto e delle sue probabili e inevitabili ripercussioni che una situazione così drammatica potrebbe avere oltre che a Taranto anche su tutto il Gruppo in Italia. Riteniamo che solo con il coinvolgimento e il confronto si possa superare il contrasto tra compatibilità ambientale e sviluppo economico e occupazionale”.
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