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In Puglia e Basilicata

Bisceglie, il degrado delle antiche mura tra erbacce e bombolette spray

05 Febbraio 2009

mura a Biscegliedi LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - Le mura aragonesi ed i torrioni superstiti sono elementi architettonici fondamentali del paesaggio di Bisceglie. Pur con gli irreparabili e gravi danni subiti negli anni '60 (in via Trento ci fu purtroppo la demolizione parziale dell’antica “cortina” di difesa per lasciar spazio a due palazzi che oggi sono un “pugno” nell’occhio del centro storico) le mura aragonesi fungono ancora da cerniera tra la Bisceglie del passato ed il porto turistico. Ma della loro cura e manutenzione non se ne occupa nessuno. Così l’erba spontanea e le obbrobriose scritte vandaliche fatte con la vernice spray sminuiscono il valore di quelle pietre squadrate che un tempo ebbero la funzione di fortificare e di riparare la città dalle inva sioni. 

E’ tempo, dunque, di pensare ad un intervento di restauro delle caratteristiche mura aragonesi, simbolo anche del dominio di un popolo importante. Gli ultimi lavori di manutenzione risalgono al '90 quando fu utilizzato a tal fine un finanziamento regionale di 100 milioni di lire, che interessò col diserbamento il tratto che inizia dal palazzo Tupputi-Schinosa, per poi proseguire fino a quelli del parco delle Beatitudini e di via Porto. Poi ci si è fermati, facendo rimanere in piedi altre situazioni di degrado come l’immobile che nei primi del Novecento era una cabina elettrica e che necessita di essere restaurato ed una costruzione attigua posticcia con i bagni pubblici inutilizzati (privi peraltro dei requisiti di sicurezza previsti dalla legge) che sarebbe meglio demolire. Nonché si notano numeorsi cavi elettrici esterni che andrebbero razionalizzati ed interrati. «Cercheremo di prevedere tra le prossime priorità amministrative l’intervento di risanamento delle antiche mura della città, importanti testimonianze del patrimonio culturale e storico che sono di rilevanza per il turismo», assicura il sindaco Francesco Spina. Vanno inoltre considerati in tale contesto i disagi patiti dai locali sottostanti, le cui coperture sono afflitte dallo sfarinamento di calcinacci e dall’umidità, poiché è necessario effettuare lavori di consolidamento e di adeguate impermeabilizzazioni delle volte. 

LA CINTA ARAGONESE RISALE ALLA FINE DEL 1400
La cinta muraria di Bisceglie, che inglobava il preesistente castello, vide la realizzazione di quattro torrioni. Ne sono oggi visibili solo due di forma rotonda: quello detto dell’Abisso e quello di San Angelo, costruiti tra il 1490 ed il 1492 da tale Marco De Baldino, come ricorda un’epigrafe quasi illeggibile e che andrebbe salvata dall’incuria del tempo visibile sul torrione all’angolo di Caduti della Corazzata Roma. Invece il torrione della Porta di Zappino fu demolito nel 1854 per far spazio all’ampliamento del monastero di Santa Croce e quindi fu aperta l’attuale Porta di Mare nel punto diametralmente opposto. Nulla rimane anche del torrione di San Martino. Recentemente gli scavi archeologici hanno portato alla luce un altro antico accesso alla città: la seicentesca porta San Rocco in via Trento, poi ricoperta.
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