Giovedì 11 Agosto 2022 | 08:11

In Puglia e Basilicata

Barletta, tarabuso salvato nella zona di Ariscianne

Un piccolo airone «rosso», il tarabuso appunto, che si nutre di rane, girini, pesci e piccoli rettili è stato trovato da un pescatore in uno stato di difficoltà. Consegnato alla guardie volontarie di vigilanza ambientale, sarà curato e rimesso in libertà. E' un uccello raro 

05 Febbraio 2009

tarabuso, airone rossoQuesta volta ad essere recuperato nella zona di «Ariscianne » è stato un tarabuso. Si tratta di un airone che al pari di altre specie (airone rosso, tarabusino, garzetta) vive prevalentemente nelle zone umide caratterizzate dalla presenza di acque stagnanti e fitti canneti. L’animale è stato recuperato da un pescatore che lo ha ritrovato in difficoltà sulla battigia e lo ha consegnato alle guardie volontarie del Nucleo di vigilanza ittico-faunistico ambientale (coordinato da Pino Cava). Le guardie hanno poi provveduto a trasportarlo presso l’Osserva - torio Faunistico regionale-Centro recupero fauna selvatica di Bitetto. Dalle prime osservazioni effettuate dal personale del centro sembra che l’animale non fosse ferito ma solo debilitato per cui si provvederà a rimetterlo in forze e a liberarlo nella zona a lui più congeniale. 
«Si tratta di una specie abbastanza rara - precisa il vice capo del Nucleo, Ruggiero Porcelluzzi - e dalla legge come tutti gli ardeidi o aironi». 

L’episodio conferma, qualora ve ne fosse ancora bisogno, l’impor tanza del comprensorio costituito dalle località «Boccadoro-Ariscianne ». Quest’area altro non è che l’antico delta di un torrente ormai scomparso (l’Alvedium) e sostituito dal canale Ciappetta- Camaggio (manufatto trasformato di fatto in una fogna a cielo aperto ma la cui funzione principale è quella di convogliare a mare parte delle acque alluvionali della Murgia). Un comprensorio dunque importante sotto il profilo naturalistico, idro-geologico e anche storico-archeologico. Purtroppo nonostante le diverse emergenze non vi sono adeguate misure di tutela di questa importante porzione di territorio dei comuni di Trani e Barletta tant’è che periodicamente si registra la presenza di discariche abusive (tra i canneti si sono bruciati e sotterrati per decenni i cascami provenienti dai calzaturifici, maglifici ed altre aziende del settore manifatturiero), laghetti altrettanto abusivi con poste fisse per la caccia, nonchè piccole costruzioni abusive. Forse una maggiore vigilanza (in parte garantita dalle guardie volontarie) e una maggiore tutela potrebbero garantire nei limiti del possibile l’integrità della zona e indirizzarla verso attività di tipo turistico e ricreativo. [Pino Curci]
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