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Aqp, il mercato boccia  lo stop alle tariffe

Aqp, il mercato boccia  lo stop alle tariffe
Standard & Poor’s abbassa il rating: dubbi sull’affidabilità. Un segnale di preoccupazione da parte della comunità finanziaria internazionale che rischia di avere un riflesso pesante sui conti dell’azienda di via Cognetti. Il rating è un voto (espresso in lettere) con cui il mercato finanziario stabilisce l’affidabilità creditizia di un’azienda: più alto il voto, più basso il tasso che l’azienda sarà chiamata a pagare quando contrae un prestito

05 Febbraio 2009

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI 

BARI - Il mancato adeguamento delle tariffe idriche «indebolisce la capacità di far fronte agli impegni finanziari». Con questa motivazione, venerdì 23, l’a g enzia americana Standard&Poor’s ha tagliato di un gradino il rating a lungo termine di Acquedotto Pugliese, passato da Bbb a Bbb-. Il giorno precedente anche Moody aveva messo «sotto osservazione per un possibile declassamento» l’attuale rating (Baa2) di Aqp. Un segnale di preoccupazione da parte della comunità finanziaria internazionale che rischia di avere un riflesso pesante sui conti dell’azienda di via Cognetti. Il rating non è altro che un voto alla capacità di rimborsare un debito: più basso il voto, maggiore l’interesse che l’azienda sarà chiamata a pagare quando si approvvigiona di capitali sul mercato. Di fatto, dunque, il rating esprime l’affidabilità di un soggetto finanziario: e scendendo a Bbb-, l’Acquedotto si trova ora sull’ultimo gradino di quella che Stand a rd & Poor ’s considera l’area investment grade. Un ulteriore discesa classificherebbe le obbligazioni Aqp come «speculative». 

L’Acquedotto non commenta la decisione delle due agenzie di rating, limitandosi a prenderne atto. Ma la preoccupazione è palpabile: a un taglio della valutazione corrisponde sempre una maggior difficoltà a contrarre prestiti. Anche perché c’è sempre in ballo il bond da 165 milioni di sterline, sul quale il tasso d’interesse è del 6,92%: non solo la crisi del settore auto (le cui obbligazioni fanno parte del fondo di ammortamento) rischia di produrre perdite sensibili sui conti di Aqp, ma è lecito supporre che gli investitori presso cui Merrill Lynch ha collocato il bond (tutte istituzioni finanziarie) ribalteranno sul mercato la propria preoccupazione in seguito al decl assamento. 

Standard & Poor’s ha deciso il taglio del rating, come recita una nota dell’agenzia, «a seguito dell’annuncio del 16 gennaio con cui l’Ato Puglia, il regolatore del mercato idrico, ha cancellato l’in - cremento tariffario applicabile da marzo a dicembre 2008». Il dietrofront dell’Ato - è l’analisi di S&P «dimostra la crescente volatilità dell’attuale quadro regolatorio» in cui l’Acquedotto opera. 
L’agenzia prende atto degli impegni dell’Ato di procedere agli aumenti, ma esprime un forte dubbio: «Se entro 4 o 5 mesi non si arrivasse a stabilire un nuovo e più favorevole quadro di regole, e Aqp rimanesse esposta all’incertezza di aumenti tariffari su base annuale, questo rischierebbe di abbassare la qualità dei crediti di Aqp e di conseguenza anche i suoi rating». 

Tradotto: se non sarà approvato il Piano d’ambito, che programma la tariffa su base ventennale, l’Acquedotto potrebbe non avere i flussi di cassa sufficienti per sostenere gli investimenti e ripagare il debito. Quindici giorni fa l’amministratore unico Ivo Monteforte, con parole un po’ più taglienti rispetto al gergo felpato della comunità finanziaria, aveva espresso lo stesso concetto: il manager ligure aveva avvertito che senza aumenti tariffari l’Aqp non avrebbe potuto aprire nuovi cantieri. Adesso l’allarme rimbalza da Londra e New York: chissà se nel Pd pugliese, che di Monteforte aveva chiesto le dimissioni, l’inglese avrà più presa rispetto all’italiano.
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