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In Puglia e Basilicata

Tolti sigili a Truck Center di Molfetta A marzo morirono cinque lavoratori

Tolti sigili a Truck Center di Molfetta A marzo morirono cinque lavoratori
La rimozione dei sigilli è stata disposta dal gup del Tribunale di Trani dopo l’udienza del 29 gennaio scorso nella quale sono state rinviate a giudizio quattro persone fisiche e tre società accusate a vario titolo di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro
• Il giorno della strage

04 Febbraio 2009

MOLFETTA (BARI) - Sono stati rimossi questa mattina dai carabinieri i sigilli alla Truck Center la ditta di autolavaggio di Molfetta dove, il 3 marzo del 2008, all’interno di una cisterna che avrebbero dovuto lavare, morirono il titolare e quattro suoi operai. La rimozione dei sigilli è stata disposta dal gup del Tribunale di Trani dopo l’udienza del 29 gennaio scorso nella quale sono state rinviate a giudizio quattro persone fisiche e tre società accusate a vario titolo di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro. 
Secondo quanto accertato nelle indagini, fu un’intossicazione acuta da acido solfidrico a provocare la morte dei lavoratori che si calarono nella cisterna e morirono l’uno dopo l’altro nel tentativo di salvarsi a vicenda. Nel processo sono costituiti parte civile i familiari delle vittime e l’Inail.

Con la rimozione dei  sigilli, all’interno dell’azienda potranno ora essere realizzati  alcuni interventi in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro,  previsti dalla legge 626. Solo successivamente potrà riprendere  l'attività di autolavaggio. «Si tratta di interventi ordinari e semplici – ha precisato  l' avvocato della Truck Center, Maurizio Altomare – che  riguardano, per esempio la cartellonistica». «Ma è comunque  un momento importante – ha aggiunto – che va verso la riapertura  e il riavvio dell’azienda, rimasta ferma per troppo tempo». All’interno dell’autolavaggio è ancora custodita a  disposizione dell’autorità giudiziaria, lì dov'era il giorno  dell’incidente, la cisterna nella quale morirono il titolare e i  suoi dipendenti.
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