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In Puglia e Basilicata

PRONTO GAZZETTA A mia sorella l'indennità da invalida vale come reddito

Operaio brindisino denuncia una tassazione, secondo lui illegittima, che grava su sua sorella disabile e che ha portato ad un aumento del canone di locazione della casa popolare dove vive
• Il responsabile Iacp: «lo dice la legge»
• Che cos’è l’indennità di accompagnamento

04 Febbraio 2009

di VALERIA CORDELLA ARCANGELI 

BRINDISI - «Scusi, è “Pronto Gazzetta”, la rubrica che si occupa dei cittadini che hanno subìto abusi dalla burocrazia?», chiede una voce maschile dall’altra parte del telefono. «Mi chiamo Battista Elia, sono dipendente di una cooperativa», prosegue. Racconta di un’ingiustizia. A farne le spese sarebbe la sorella minore, disabile di circa quarant’anni. «Sono amareggiato perchè, ancora una volta, sono i più deboli a pagare quando finiscono negli ingranaggi impietosi della burocrazia», prosegue. Un attimo di silenzio e inizia a raccontare: «Mia madre abita, da circa vent’anni, insieme a mia sorella disabile in una casa di proprietà dell’Istituto case popolari, qui a Ceglie Messapica. Ha sempre pagato un canone di locazione il cui importo si aggirava sui 30 euro. Quest’anno non so cosa sia successo, o meglio l’ho scoperto qualche giorno fa, il canone è stato più che raddoppiato. La cifra è stata portata ad oltre 100 euro mensili. Non capisco proprio l’impennata. Mia madre percepiva e percepisce una pensione di appena 290 euro a cui vanno aggiunte le mille euro e cento della pensione di mia sorella, circa 13mila euro annue: è la medesima dichiarazione dei redditi dell’anno passato e di quello precedente e degli anni scorsi. Non è cambiato nulla». Naturalmente, il giovane, per accontentare la mamma anziana, si è recato presso l’Iacp per avere delucidazioni. «In un primo momento ho pensato si trattasse di un errore, mi sembrava così assurdo», dice. 

«Quando ho interpellato l’ufficio interessato, mi è stato risposto che la normativa regionale stabilisce che la determinazione del canone di locazione, adeguato ogni due anni, si determina in base al reddito e che oltre all’imponibile fiscale si computa anche l’indennità di accompagnamento riconosciuta a mia sorella, invalida totale. Si tratta di circa 400 euro al mese. Non era mai accaduto». 

Sostiene il cittadino che, per quanto ne sappia, l’assegno di accompagnamento non contribuisce a creare reddito e perciò non sia tassabile. Ma allo Iacp sono di tutt’altro avviso: ritengono che la legge 54/84, l’unica che disciplina il settore, a parte integrazioni e via dicendo, stabilisca diversamente. «È un controsenso - insiste Elia -: l'assegno di accompagnamento, erogato dall’inps, è destinato ad una persona invalida totale, ossia non autonoma che ha bisogno di assistenza continuativa. Da un lato si offre sostegno, dall’altro si toglie?».
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