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In Puglia e Basilicata

PIAZZA GRANDE / Fuksas e la sede della Regione Puglia

PIAZZA GRANDE / Fuksas e la sede della Regione Puglia
di NICOLA SIGNORILE
In quel progetto barese Fuksas aveva approfondito una personale ricerca sul volume del cilindro ribassato, ottenuto sovrapponendo dischi, ma decentrati: una ricerca che approderà alla costruzione dello Zenith di Strasburgo. A modo suo, Massimiliano Fuksas è sceso a patti con il luogo, accettando di misurarsi con l’obbligo delle superfici orizzontali (il mare, la pianura, la ferrovia)

04 Febbraio 2009

Fuksasdi NICOLA SIGNORILE 

Oggi sveliamo un inedito progetto di Massimiliano Fuksas: la sede della Regione Puglia a Japigia. 
«Pessima idea, quella di costruire la sede della Regione Puglia in via Gentile». Lo dice l’architetto e urbanista Gianluigi Nigro, capogruppo del team di progettisti incaricato di scrivere il Documento programmatico preliminare al nuovo Pug (il Piano urbanistico generale) della città di Bari. Lo ascolta con qualche imbarazzo l’assessore comunale all’Urbanistica Ludovico Abbaticchio, che il 12 gennaio 2007 ha rilasciato alla Regione il «permesso di costruire». Era un atto dovuto, è chiaro: per continuità amministrativa (la decisione risale a sei anni fa: presidente della Regione era Fitto, sindaco Di Cagno Abbrescia) e per sussidiarietà istituzionale (non sta bene boicottare i programmi di un’altra istituzione). 

Resta il fatto che anche al professor Nigro sembra «naturale» che la sede della Regione dovesse nascere nel Tondo di Carbonara, lì dove l’aveva immaginata e destinata Ludovico Quaroni nel suo Piano regolatore generale. E d’altra parte, senza una funzione così poderosa come la sede della Regione, è difficile oggi giustificare la massa edilizia potenziale accordata al quel luogo. Al tempo stesso, rimangono intatte tutte le ragioni che sconsigliavano la scelta di Japigia dettata dal solito pragmatismo di facciata che per risolvere un problema ne crea altri dieci. 
Fuksas
Il progetto da realizzare è il frutto di una selezione di concorso che ha affrontato anche le aule di giustizia. Nonostante la presenza nella giuria di Antonio Monestiroli (è l’autore tra l’altro del libro La metopa e il triglifo. Nove lezioni di architettura , per l’editore Laterza), la scelta ha lasciato dietro di sé molte delusioni. Il disegno del gruppo vincitore guidato dallo studio Valle di Roma non è all’altezza della complessità di questioni architettoniche e urbanistiche che suscita il luogo. L’avevamo sostenuto in questa stessa rubrica all’epoca del concorso, quando erano ancora in piedi i rustici dei palazzi di Punta Perotti, a portata di mano da quel sito, e ne siamo ancora più convinti ora, dopo la sentenza della Corte di Strasburgo sull’ingiusta confisca dei terreni. L’esito di quel concorso fu molto controverso e due partecipanti non vollero nemmeno rendere pubbliche le immagini dei loro progetti: Paolo Portoghesi e un indignatissimo Massimiliano Fuksas, il quale comunque enumera il lavoro barese nel catalogo ufficiale del suo studio, subito dopo i nuovi Archivi di Lussemburgo e subito prima dei concorsi per il municipio di Montpellier in Francia e per il Concert Hall di Astana, la nuova capitale del Kazakhstan. 

Ora però possiamo finalmente far vedere qualche immagine del progetto barese di Fuksas. Non che l’architetto romano e star internazionale abbia cambiato idea. Il merito involontario è di Fabio Cibinel, giovane architetto che collabora con lo studio Fuksas per la visualizzazione dei progetti. È lui l’autore dei rendering e dei fotomontaggi del nuovo Centro Congressi all'Eur e del Polo fieristico di Rho-Pero a Milano. E della sede del Consiglio regionale pugliese, appunto: poche immagini, un paio di vedute e un dettaglio, appena sufficienti per darci l’idea di un edificio compatto. Non un grattacielo di 220 metri, come la sede della Regione Piemonte a Torino (progettata nel 2001 dallo stesso Fuksas, il cantiere si apre quest’anno), ma un edificio basso, un tozzo cilindro sospeso su una duna artificiale e puntellato da sghembi pilastri, al margine di quel declivio di Japigia che guarda al mare. Due grandi dischi, forse ellittici, fanno da basamento e da copertura, tutti e due di diametro maggiore rispetto al corpo di fabbrica che è naturalmente fornito di ampie finestre nell’affaccio su una costa assai ravvicinata. A guardarlo con la necessaria ironia sembra una gigantesca piadina romagnola, molto farcita. 

E comunque con quel progetto barese Fuksas aveva approfondito una personale ricerca sul volume del cilindro ribassato, ottenuto sovrapponendo dischi, ma decentrati: una ricerca che approderà alla costruzione dello Zenith di Strasburgo, modernissimo luogo di spettacolo da 10mila posti inaugurato un anno fa. A modo suo, Massimiliano Fuksas nel progetto barese è sceso a patti con il luogo, accettando di misurarsi con l’obbligo delle superfici orizzontali (il mare, la pianura, la ferrovia). E certo anche il clamore di Punta Perotti dev’essere entrato in un progetto che ignora del tutto la retorica della pietra.
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