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In Puglia e Basilicata

Per la sesta provincia pugliese da sciogliere nodo sede legale

Per la sesta provincia pugliese da sciogliere nodo sede legale
di MICHELE PALUMBO
Cinque associazioni chiedono che la sede della provincia Bat sia ad Andria e considerano questa come la condizione minima indispensabile per la permanenza della città nel nuovo ente. L’istanza è stata già consegnata al presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella

03 Febbraio 2009

Andriadi MICHELE PALUMBO
La sede della provincia Bat ad Andria: questa la condizione minima indispensabile per la permanenza della città nella sesta provincia. È questo il punto centrale di un documento che i responsabili di cinque associazioni andriesi hanno consegnato al presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella. Il documento è stato inviato anche a Vincenzo Caldarone (assessore provinciale al Decentramento), Giuseppe Capriulo (commissario governativo per la sesta provincia), Vincenz o Zaccaro (sindaco di Andria), a tutti i sindaci della bat provincia e anche alla presidenza del Consiglio dei ministri. 

Il documento è stato redatto e consegnato da Raffaele Acquaviva (Pro Andria Sesta Provincia), Domenico Muraglia e Nicola Di Gennaro (Comitato Cittadini di Andria), Leonardo Bianchino (Libertà è Partecipazione), Michele Attimonelli e Renato Lorusso (Io ci sono!) e Vincenzo Santovito (Libera Associazione Civica). I responsabili delle associazioni andriesi hanno dichiarato: «Nel merito dell’ubicazione degli uffici, sono profonde le ferite e le mortificazioni che la città di Andria sta subendo rispetto alla oramai nota individuazione della nuova provincia “solo” come “la Provincia di Barletta-Bt”. Escludendo la sigla della città di Andria, riteniamo indispensabile e imprescindibile l’individuazione della sede istituzionale del nascente ente proprio nella città di Andria, non per privilegio, ma per un minimo elemento di pari dignità». 

Acquaviva, Muraglia, Di Gennaro, Bianchino, Attimonelli, Lorusso e Santovito hanno aggiunto: «La sede legale della provincia ad Andria, che siamo ben consapevoli non essere richiesta che possa essere rivolta direttamente al presidente Divella, deve diventare un elemento del quale si debba avere preliminarmente certezza, in tutti i modi possibili. Da parte nostra invitiamo il sindaco di Andria e l’intero consiglio comunale ad assumere nel merito una posizione chiara ed inequivocabile, dando seguito allo scatto di dignità che lo stesso consiglio comunale di Andria ebbe in occasione della revoca della firma da parte del sindaco di Barletta sul famoso documento rinnegato dallo stesso sindaco della città di Barletta, nel quale si stabiliva la sede della Prefettura ad Andria (finita poi a Barletta, ndr)». I responsabili delle cinque associazioni hanno sottolineato che «la sede legale della provincia deve essere ad Andria. In caso contrario verrebbe meno il principio di policentrismo che è alla base della legge istitutiva. E questo sarebbe una sconfitta per Andria, la città più popolosa ed estesa del territorio. Qualora, però, ci fossero dubbi e strategie perché Andria possa perdere anche la possibilità della sede legale della provincia, rendiamo noto sin da ora l’avvio di tutte le procedure, compreso un referendum popolare, perché Andria fuoriesca dalla provincia. E questa volta, però, deciderebbe il popolo». 

Sede legale ad Andria: questa, dunque, la richiesta di cinque associazioni cittadine. In caso contrario, proposta di far uscire Andria dalla sesta provincia pugliese, con l’organizzazione anche di un referendum popolare.
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