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In Puglia e Basilicata

«Contro i dissesti idrogeologici più fondi alla Regione Basilicata»

La Regione Basilicata per bocca dell’assessore Santochirico ha ribadito la necessità di avere più finanziamenti e di tenere in considerazione le competenze regionali in tema di tutela del territorio
• Censite in Basilicata 25mila frane
• Da Lavello a Rapolla e Rionero il Melfese fa i conti col dissesto

03 Febbraio 2009

frana in basilicatadi ANTONIO MASSARO 

POTENZA - «I fondi per fronteggiare l’emergenza dovuta al dissesto idrogeologico e per tutelare i versanti dei corsi d’acqua non bastano». Per questo l’as - sessore regionale all’ambiente Vincenzo Santochirico ieri a Roma ha chiesto «più risorse e competenze alla Regione e all’autorità di bacino». La richiesta nel corso della riunione si è tenuta presso il Ministero dell’ambiente sul tema della difesa del suolo messo a grave rischio in questi giorni a causa delle pessime condizioni metereologiche con neve al nord e piogge abbondanti al sud che hanno provocato non poche frane e smottamenti. All’incontro capitolino presieduto dal ministro all’ambiente, Stefania Prestigiacomo, erano presenti tutti i rappresentanti delle regioni. Per la Basilicata l’assessore Santochirico accompagnato dall’ingegnere Michele Vita, segretario generale dell’autorità di bacino.

La Regione Basilicata per bocca dell’assessore Santochirico ha ribadito la necessità di avere più finanziamenti e di tenere in considerazione le competenze regionali in tema di tutela del territorio. «Ci siamo opposti al centralismo del governo - ha detto l’assessore - non si possono fronteggiare i dissesti idrogeologici ed i fenomeni calamitosi in genere solo e soltanto con la fase emergenziale. L’intervento della Protezione civile è di certo importante ma costa molto di è più allo Stato e non deriva da un’opera di programmazione. La difesa del suolo va organizzata e distribuita in maniera più confacente alle vocazioni e alle conformazioni delle regioni e soprattutto disponendo di maggiori risorse». Quanto all’ipotesi di di raggruppare e di riorganizzare i distretti, Santochirico è stato oltremodo esplicito. «Ridisegnare la Basilicata con l’Abruzzo oppure con la Campania o un’altra regione non è la soluzione migliore - ha sottolineato il responsabile del dipartimento ambientale regionale -. Si tratta di territori diversi e disomogenei dove non vale la stessa regola d’intervento» .

La riunione ministeriale ha avuto un aspetto interlocutorio, ma da parte della Basilicata è partito forte l’appello alla salvaguardia del territorio con azioni mirate e non derivanti dall’emerg enza del momento. Una Basilicata dunque che si sgretola. Un territorio già di per sè «ballerino» e interessato da mille problemi di dissesto idrogeologico. Frane, smottamenti, cedimenti di terreno e chi più ne ha più ne metta. Situazione difficile che si è acuita, amplificata, come detto, in maniera esponenziale con il cattivo tempo di questi giorni. Un inverno particolarmente inclemente e piogge torrenziali hanno fatto il resto. Basti pensare che su tutto il territorio lucano sono state censite la...bellezza di 25 mila frane. Un numero incredibile di movimenti di terreno tanto da portare i responsabili del dipartimento regionale ad avere un incontro romano ieri al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio. Oltre alle frane censite l’autorità di bacino della Basilicata sta mettendo in cantiere un’opera di monitoraggio e pianificazione del territorio per prevenire guai peggiori e allo stesso tempo darsi delle regole su come contrastrare frane, alluvioni, esondazioni e dissesti vari. In particolare sono stati effettuati rilievi su oltre settecento chilometri lineari lungo i principali corsi d’acqua della regione. Rilievi sono stati eseguiti sui fiumi Basento, Bradano, Sinni, Agri, Cavone e Noce. 
«Il tutto - ha precisato Michele Vita - per individuare le aree a maggior pericolo di esondazione». Un lavoro che l’autorità di bacino sta proseguendo e direzionato a porre eventuali limiti su determinate coltivazioni. Stesso discorso sullla destinazione di taluni terreni ad aree edificabili, dove si tratta di porre precisi vincoli relativi alla destinazione d’uso.

• Censite in Basilicata 25mila frane
• Da Lavello a Rapolla e Rionero il Melfese fa i conti col dissesto
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