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In Puglia e Basilicata

Dopo i fornelli, pizzi e merletti, nei trulli di Alberobello a «scuola di nonna»

03 Febbraio 2009

di DOMENICO GILIBERTI

ALBEROBELLO - Anche un nonno tra i maestri che insegneranno a ricamare con l’uncinetto. Si rinnova l’appuntamento con «A scuola dalla nonna», la fortunatissima iniziativa, giunta alla sua quinta edizione, fortemente voluta dall’Assesso - rato alle Pari opportunità del Comune di Alberobello. In particolare, si tratta di una serie di appuntamenti tenuti dalle nonnine del paese, tutte esperte in questo singolare mestiere che ha caratterizzato la vita della donna fra le mura domestiche per un periodo più o meno lungo compreso tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento. 

Lo scopo di questi incontri è quello di far apprendere alle più giovani generazioni i segreti dei lavori tradizionali e tramandarle nel tempo. Per la verità, nelle precedenti edizioni i corsi hanno riguardato soprattutto la gastronomia locale, con le tecniche di preparazione di antiche ricette tipiche; quest’anno per la prima volta, questa scuola informale e allegra si arricchisce di nuovi insegnamenti, con un programma innovativo e con tecniche di difficoltà medio alte, parte infatti in questi giorni il progetto «A scuola dalla nonna – Pizzi e merletti», il corso dedicato all’acquisizione delle tecniche fondamentali di cucito e maglieria artigianali. Per gli allievi è stato approntato un piano di studi che prevede l’apprendimento dell’uso del tombolo, filé, macramè, sfilatura, ricamo, intagli, maglia e uncinetto, costume e sartoria. 

Le lezioni si terranno tutti i lunedì e venerdì fino alla fine di marzo presso il trullo comunale in via Monte Grappa. «A scuola dalla nonna è un modo diverso e più sano di stare insieme – ha affermato l’Assessore alle pari opportunità, Carmela Diddio – una formula che in questi cinque anni si è rivelata vincente e che ormai richiama studenti (sia uomini che donne) da tutta la regione. Grazie a questa iniziativa ogni anno riusciamo a creare occasioni di coinvolgimento sociale per i nostri anziani e opportunità per il recupero e la conservazione del nostro antico patrimonio di cultura e di valori. Mi preme sottolineare che questa edizione, per la prima volta nel corpo insegnante non ci saranno solo nonne, ma anche un nonno docente del corso di uncinetto».
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